Frosinone, l’addio amaro di Marchizza: “Mi è stato fatto capire che non c’era più posto per me”

Il capitano rompe il silenzio con una lunga lettera: accuse, il dolore per l’esclusione finale e l’amore mai nascosto per la maglia ciociara

Un addio lungo, sofferto, pieno di amarezza ma anche di orgoglio. Con una lettera pubblicata sui propri canali social, Riccardo Marchizza ha salutato il Frosinone Calcio e soprattutto il popolo giallazzurro dopo tre stagioni vissute da protagonista, culminate con la promozione in Serie A e la fascia da capitano al braccio.

Parole forti, pesanti, che raccontano non soltanto il legame costruito con la città e con i tifosi, ma anche le profonde fratture maturate negli ultimi mesi all’interno del club. Marchizza parla apertamente di promesse non mantenute, di rapporti cambiati e di una gestione che lo avrebbe progressivamente emarginato fino all’esclusione dalle ultime gare decisive della stagione.

“Mi è stata fatta una proposta che ho ritenuto non adeguata e, al mio rifiuto, mi è stato subito fatto capire che non ci sarebbe più stato posto per me”, scrive il difensore, lasciando intendere una rottura insanabile con la società.

L’esterno sinistro ripercorre tutto il suo cammino in giallazzurro, dal primo arrivo in Serie A fino alla scelta di restare anche dopo la retrocessione, nonostante diverse offerte dalla massima serie. Una decisione che, sottolinea lui stesso, prese “senza pressioni e senza forzature”, accettando la responsabilità della fascia da capitano.

Nel lungo messaggio non manca il riferimento agli ultimi mesi vissuti ai margini. Marchizza racconta di essere passato “dalla titolarità alla tribuna” senza spiegazioni reali a nove giornate dalla fine del campionato, contestando inoltre le versioni circolate sulle sue condizioni fisiche.

“Per mesi. La motivazione ufficiale è stata tecnica. Quella reale, probabilmente, non verrà mai detta”, afferma il giocatore. E ancora: “Sono uscite versioni non veritiere sulle mie condizioni fisiche. E questo, sinceramente, mi ha ferito”.

Nonostante tutto, il difensore spiega di aver scelto il silenzio per rispetto dello spogliatoio e dell’obiettivo comune. Un silenzio che oggi rompe con un messaggio destinato soprattutto ai tifosi del Frosinone, ringraziati più volte per l’affetto ricevuto in questi anni.

“La fascia da capitano non è stata un simbolo qualsiasi. È stata una responsabilità enorme, che ho portato con rispetto, orgoglio e senso di appartenenza”, scrive ancora Marchizza, aggiungendo una frase destinata inevitabilmente a far discutere: “Mi è dispiaciuto vedere qualcuno assumersi quel ruolo in alcune occasioni pubbliche, ma nello spogliatoio certe cose non sono mai cambiate”.

Poi il saluto finale, intriso di malinconia ma anche di appartenenza: “Oggi vado via con qualcosa che nessuno potrà mai togliermi: la consapevolezza di aver dato tutto, sempre”. E infine la chiusura che ha colpito migliaia di tifosi giallazzurri: “I giocatori passano, la maglia resta. Ma certi legami vanno oltre il tempo. Per sempre, uno di voi”.

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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