Funerali Ezio Cretaro, lunedì l’addio al 66enne morto dopo il volo da un ponteggio. Una poesia in sua memoria

Dopo l'autopsia la salma è stata restituita ai familiari. La poetessa Yuleisy Cruz Lezcano dedica una poesia all'operaio

Sono stati fissati per lunedì 24 novembre, alle ore 11, i funerali di Ezio Cretaro, il 66enne di Veroli deceduto in un tragico incidente sul lavoro a Ceccano. La cerimonia sarà celebrata nell’abbazia di Casamari, a cura delle Onoranze Funebri Mizzoni. L’autorizzazione è arrivata dopo l’esecuzione dell’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria per chiarire ogni dettaglio della dinamica.

La tragedia in cantiere

L’incidente risale al pomeriggio del 17 novembre. Erano da poco passate le 15 quando Cretaro, impegnato nei lavori di rifacimento della facciata di una palazzina in via Madonna della Pace, è precipitato da un ponteggio installato fino al quarto piano. Un volo che non gli ha lasciato scampo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i carabinieri della Compagnia di Frosinone, la polizia locale e gli ispettori dello Spresal. Nonostante i tentativi di rianimazione, non è stato possibile salvarlo.

Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica e verificare le misure di sicurezza adottate nel cantiere, compresa la corretta installazione del ponteggio e l’uso dei dispositivi di protezione. Intanto è stato iscritto sul registro degli indagati, come atto dovuto, il titolare dell’impresa per la quale lavorava la vittima.

La morte di Ezio Cretaro ha scosso profondamente la comunità di Veroli, dove l’uomo viveva con la moglie e i figli, e quella di Ceccano, teatro dell’incidente. Un dramma che riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e delle tutele per i lavoratori in età avanzata.

La posizione del circolo “5 Aprile” di Ceccano

In una nota diffusa nelle ultime ore, il circolo Prc-se “5 Aprile” di Ceccano ha commentato con durezza la tragedia, definendola «il simbolo di un sistema che crolla» più che un semplice incidente. Secondo il circolo, la morte di un operaio di 66 anni impegnato su un’impalcatura sarebbe il risultato di «condizioni economiche e pensionistiche insufficienti» che costringono molti lavoratori anziani a mansioni ad alto rischio. L’intervento richiama anche i dati che indicano migliaia di over 65 ancora attivi nei cantieri italiani e denuncia come il lavoro edile venga classificato come “gravoso” e non “usurante», con conseguenze dirette sull’età pensionabile.
Il circolo esprime vicinanza alla famiglia di Cretaro e chiede un impegno collettivo per maggiori investimenti nella sicurezza, nel welfare e nelle tutele per i lavoratori, trasformando questo dramma in «un’occasione di cambiamento» del sistema.

La poesia scritta da Yuleisy Cruz Lezcano

Yuleisy Cruz Lezcano, poetessa e scrittrice, ha realizzato un elaborato poetico con l’intento di rendere omaggio alla memoria di Cretaro e di accompagnare nel dolore chi gli ha voluto bene. La mia poesia, attraverso un linguaggio simbolico e figurato, cerca di dare voce al dolore, alla fatica e al coraggio dell’uomo, e al contempo riflettere sul valore della vita.

La morte a tentoni

La morte cammina a tentoni nella realtà,
senza accordare il tempo con lo spazio,
tra ponti di ferro e impalcature sospese,
dove il sole ferisce i vecchi mattoni.

Nella lunga frase del respiro esalato
la morte è l’incomodo che ha lasciato,
non dite: “È stato un brav’uomo”,
il lavoro l’ha tranciato la carne con denti di sega,
e il caso che si inietta nella voce
ha fatto ardere ancora la cancrena nella cronaca.

Tappatevi le orecchie il giorno dell’addio,
portate il prete all’osteria a infiammare le guanciotte,
fate ubriacare tutte le sue sette vite,
scordate di dover infarcire il suo ritratto di virtù.

Cercate, invece, una parola che lo salvi,
può essere aggettivo, verbo, riposo, vacanza,
può essere dura, senza affetto,
o muta, bagnata di sudore nello sforzo

di una crudele dimenticanza.

Non importa se arriva sporca, mal lavata,
implorate i verbi che hanno tanto umiliato,
e riconsiderate la vostra posizione sugli aggettivi,
pensate a quanta fatica gli ha dato
l’eccesso di frasi disordinate nell’orecchio.

Implorate un discorso scritto da un poeta
o da chi gli ha voluto bene,
magari bagnato da gocce di rugiada,
lacrime di foglie lente che cadono sul cemento
e trasformano in memoria il sangue.

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