Imprese, effetto “long covid” nel primo trimestre 2022

Dopo l’apertura d’anno sostanzialmente positiva, nei mesi successivi seguono dinamiche in rallentamento. I dati Movimprese

Movimprese I trimestre 2022.-Divergenze incerte. L’antibiotico pandemico che ha prodotto nel corso del 2021 il rimbalzo in termini di demografia imprenditoriale grazie al deciso contenimento delle cessazioni, sta perdendo i suoi effetti. Questo accade in un contesto che è andato progressivamente deteriorandosi a causa delle forti tensioni inflazionistiche dei costi di materie prime, gas ed energia, nonché dei ritardi nelle catene globali delle forniture, cui si è aggiunta la crisi connessa al conflitto russo-ucraino.

La resistenza che ha caratterizzato gli scorsi trimestri sta volgendo verso una sorta di effetto “long covid” imprenditoriale, che si caratterizza per dinamiche settoriali e territoriali eterogenee nei sintomi e negli effetti, in ragione di come le imprese sono state in grado di resistere all’apnea dell’ultimo biennio. I ristori, le misure di sostegno finanziario alle imprese (garanzie pubbliche e moratorie) hanno contribuito a contenere le perdite sul campo, garantendo una continuità aziendale, che oggi rischia di essere messa in discussione senza ulteriori interventi significativi.

Altrettanto i bonus edilizi hanno indotto un ciclo espansivo senza precedenti, sebbene i correttivi in corso d’opera stiano producendo una dannosa incertezza. Le attuali condizioni di mercato stanno determinando marginalità negative per le imprese non sostenibili nel lungo periodo e dai dati del primo trimestre di quest’anno sembrano emergere i primi indizi di una ulteriore alterazione delle dinamiche.

I bilanci della prima trimestrale, che le serie storiche hanno restituito sempre in area negativa per effetto delle chiusure di fine anno che statisticamente sono rilevate a gennaio, si mantengono appena positivi in entrambe le province. I saldi sono l’esito di dinamiche algebriche contrastanti, in quanto nel frusinate la determinante è il maggior numero di cessazioni (+12% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno), mentre in terra pontina sono le iscrizioni a mostrare una minore vivacità (intorno al -10% rispetto al primo trimestre 2021).

Movimento Totale delle imprese presso il Registro Imprese

In un quadro complessivo che si caratterizza per una maggiore eterogeneità rispetto alle polarizzazioni dominanti nei primi tre mesi dello scorso anno (determinate dalle performance positive delle Costruzioni e del segmento della Consulenza alle imprese), i fattori comuni nelle due province da gennaio a marzo di quest’anno sono la maggiore accentuazione delle criticità delle attività commerciali, alle prese da lungo tempo con una debolezza dei consumi, e dell’agricoltura. Tra l’altro, per quest’ultima, in considerazione della crisi delle derrate agricole per l’ordinario consumo, è recentemente intervenuta la Commissione europea con provvedimenti eccezionali, predisponendo un piano anti-crisi che ha previsto, tra l’altro, di aumentare l’autoproduzione agricola per ridurre la dipendenza dall’estero e per garantire gli approvvigionamenti alla nostra intera filiera agro-alimentare.

Altrettanto, è condiviso il maggior avanzo dell’edilizia rispetto agli altri segmenti, sebbene sia la risultante di dinamiche opposte: una più accentuata vivacità nel frusinate ed un più contenuto dinamismo nell’area pontina. 

D’altronde, premesso che la dimensione occupazionale post-pandemica ha restituito nel corso del 2021 un recupero seppur parziale delle entrate complessive programmate dalle imprese ed asimmetrico in termini settoriali, nel primo quadrimestre di quest’anno dall’indagine Excelsior emerge un progressivo rallentamento degli ingressi previsti, con accentuazioni negative nell’ultimo bimestre più marcate nel frusinate.

Rispetto all’analogo periodo dello scorso anno i valori si mantengono superiori, tuttavia dopo l’apertura d’anno sostanzialmente positiva, nei mesi successivi seguono dinamiche in rallentamento, che nelle province di Frosinone e Latina si sostanziano nella perdita complessiva quadrimestrale in termini di previsioni di nuovi ingressi rispetto all’analogo periodo pre-covid del 2019 intorno al 15%.

Gli effetti del peggioramento del quadro economico sono già evidenti nei settori che più hanno trainato il recupero dell’occupazione post-covid, come l’industria e le costruzioni; diversamente i servizi risultano in crescita grazie alla componente stagionale legata alle attività turistico-ricettive e all’allentamento delle restrizioni per la fine dello stato di emergenza.

Nello specifico, nelle province di Frosinone e Latina il significativo recupero delle costruzioni realizzatosi nel corso del 2021 rispetto ai valori pre-covid, si interrompe ad inizio del nuovo anno, per un bilancio che si mantiene in area negativa anche nei mesi successivi; altrettanto avviene su scala regionale e nazionale.

D’altronde, il rallentamento dei cantieri è stato determinato dall’incertezza normativa, in quanto gli incentivi sulle ristrutturazioni hanno subito modifiche, spesso oggetto di rivisitazione successiva, che hanno limitato le operazioni di cessione dei crediti e di sconto fattura per il superbonus e i bonus ordinari, generando incertezza ed effetti deprimenti sui lavori edili.

Inoltre, per quanto attiene alle opere infrastrutturali previste nel PNRR, l’aumento esponenziale delle quotazioni delle materie prime dell’energia, sta determinando degli extra costi per i quali occorrerà intervenire con una revisione delle gare in programma e di quelle già avviate, che diversamente comporterebbe il rischio di chiusura dei cantieri già avviati.

Altrettanto l’industria, in espansione fino a febbraio, mostra un rallentamento in entrambe le province di Frosinone e Latina nell’ultimo bimestre, con un’accentuazione più significativa nel frusinate, per un bilancio da inizio anno il 20% inferiore ai valori pre-covid.

Diversamente, per quanto attiene i Servizi, si mantengono in area positiva rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, in cui gli effetti della pandemia risultavano più evidenti con le limitazioni agli spostamenti che hanno interessato anche le festività pasquali, tuttavia si mantengono distanzi rispetto ai valori pre-covid. Al riguardo, si evidenziano i significativi avanzi del segmento turistico, sebbene i differenziali negativi rispetto ai valori pre-pandemici risultino tra i più significativi.

Si conferma, sebbene con un’accentuazione minore, il ridimensionamento delle figure “medium skill” (che comprendono gli Impiegati e le Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi) avviatosi con la pandemia, mancando all’appello ad aprile 2022 pressoché ¼ del complesso di tale gruppo professionale a Latina ed il 40% circa nel frusinate (in prevalenza cuochi, commessi, personale addetto all’accoglienza e figure amministrative), rispetto ai valori pre-covid (aprile 2019).

La breve analisi su esposta consegna un quadro incerto, in cui si aprono delle opportunità irripetibili con il PNRR e i Fondi strutturali, così come previsto dalla nuova programmazione della Regione Lazio, che consegneranno ai territori volumi di risorse senza precedenti.

Un’occasione straordinaria di trasformazione e di sviluppo per traghettare le aziende verso la doppia transizione digitale e green, su cui la Camera di Commercio del Basso Lazio intende giocare la partita con il mondo imprenditoriale, perché è necessario raccogliere la sfida insieme per raggiungere gli obiettivi di conoscenza delle opportunità e per l’utilizzo efficace delle risorse nei tempi stabiliti, che oggi rappresentano l’unica certezza.

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Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

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