È ufficialmente iniziata lo scorso lunedì, 15 giugno, la campagna antincendi boschivi 2026 della Regione Lazio: una stagione che si preannuncia impegnativa, con temperature già roventi e piogge scarse, tra l’altro negli ultimi mesi almeno tre i roghi che hanno impegnato Vigili del Fuoco e Protezione Civile sul territorio provinciale, bruciando ettari di boschi ed uliveti.
Così come disposto, l’accensione di fuochi all’aperto, compresi barbecue e falò, è vietata dal 15 giugno al 15 ottobre, periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi e di interfaccia. Inoltre vige il divieto assoluto di utilizzare fuochi d’artificio o lanterne volanti, salvo deroghe e autorizzazioni specifiche rilasciate dai sindaci in aree non a rischio.
È importante mantenere i terreni puliti, soprattutto in prossimità delle strade, ma è categoricamente vietato l’abbruciamento di sterpaglie, sfalci vegetali e residui agricoli, consentito esclusivamente in autunno, inverno e primavera, negli orari e nelle modalità consentite, in assenza di vento e adottando tutte le cautele per evitare la propagazione delle fiamme.
La prevenzione parte dai comportamenti quotidiani di ognuno. Oltre a quanto già descritto, si invita a non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi all’aperto, a non abbandonare rifiuti, soprattutto vetro e materiali infiammabili, a prestare la massima attenzione durante le attività agricole e nei lavori con attrezzature che possono produrre scintille, a segnalare tempestivamente ogni colonna di fumo o principio di incendio. La collaborazione di tutti è fondamentale per prevenire e limitare i danni agli ambienti naturali, alle persone e alle cose.
In tal senso è necessario che i rispettivi enti comunali, richiamando il piano regionale di prevenzione e lotta attiva agli incendi, non limitino la responsabilità ai soli cittadini. Sollecitare la prevenzione non è un semplice adempimento burocratico. L’art.12 del D.L. 02.01.2018, n.1, contempla le funzioni dei Comuni nell’ambito del Servizio Nazionale della Protezione Civile ponendo in capo le attività di prevenzione dei rischi, l’adozione di tutti i provvedimenti finalizzati a prevenire ed eliminare gravi pericoli per l’incolumità pubblica, compresi quelli relativi alla pianificazione dell’emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi, nonché le attività di informazione alla popolazione sugli scenari di rischio, sulla pianificazione di protezione civile e sulle situazioni di pericolo determinate dai rischi naturali o derivanti dall’attività dell’uomo.
Fanno capo ai sindaci, quindi, la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione, la responsabilità dell’attuazione degli interventi urgenti e dell’informazione ai cittadini.



