Inceneritore di San Vittore del Lazio, 20 anni di emissioni pericolose: è battaglia

Dura presa di posizione dell'Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia: "Come medici perdiamo il sonno"

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia ha aderito, partecipato, perseguito e propagandato la richiesta di Procedura di Infrazione alla Normativa Comunitaria Europea dovuta alla scarsa sostenibilità dell’impianto di incenerimento sito in San Vittore del Lazio riguardo le tre linee già operanti oltre la IV linea autorizzata da parte della Regione Lazio. – Così in una nota la Dott.ssa Teresa Petricca, responsabile scientifico Associazione Medici per l’Ambiente e il Dott. Giovambattista Martino – coordinatore Associazione Medici per l’Ambiente.

Insieme ai comuni della comunità montana Monte Santa Croce e ad altri comuni dell’Alto Casertano, della Provincia di Frosinone, all’Associazione Fare Verde e dei Comitati Territoriali per la Tutela e Salvaguardia della Salute e dell’Ambiente si è dato inizio, con tale atto, alla vera battaglia contro l’inceneritore. E’ importante sottolineare che inceneritore e termovalorizzatore sono due entità completamente distinte e ricoprono un ruolo molto diverso nella gestione dei rifiuti; che gli inceneritori sono ormai ritenuti impianti obsoleti e come tali non più finanziabili; che per San Vittore sono emersi elementi inquietanti che coinvolgono l’impianto già esistente e non solo il progetto di ampliamento.

Dai calcoli effettuati nel rispetto della normativa vigente sembra trattarsi di un impianto che incenerisce senza l’atteso recupero energetico, contrariamente a quanto propagandato da e per oltre venti anni. Quindi, se così fosse, solo danno alla salute da diossina, metalli pesanti, particolato ,VOC , ecc… Tutto ciò in assenza dei controlli epidemiologici prescritti, dovuti e non attuati a tutt’oggi, dopo 20 anni di emissioni pericolose da incenerimento. L’Associazione Medici per l’Ambiente ritiene la richiesta di Infrazione Europea estrema difesa del territorio provinciale, cui appartiene anche la Valle del Sacco perimetrata come area SIN, dove persiste la ben nota compromissione ambientale e la mai disconosciuta criticità sanitaria. Strumento, quello della richiesta di Infrazione Europea, da replicare in ogni territorio ove si configuri evidenza di sopraffazione dei diritti e di inconfutabile attentato alla salute dei cittadini.

Adeguata e tempestiva la posizione dell’Amministrazione di Frosinone, Comune Capoluogo, che ha compreso e condiviso le preoccupazioni di fondo riguardo l’inceneritore di San Vittore, reiterando l’opposizione ad un metabolismo industriale che vuole adattare la natura ai cicli industriali, condividendo la visione ambientalista sostenibile dell’Associazione dei Medici con la quale attua un confronto continuo, ormai da anni. L’aggressione al territorio non è solo quantitativa in rapporto all’indescrivibile numero di tonnellate di rifiuti che la Regione Lazio ha già inteso riversare sul territorio Ciociaro, da Nord a Sud, con ossessiva perseveranza, ma anche qualitativa considerato il confondimento tra quanto si propaganda e quanto si realizza, nonché le modalità di controllo, di gestione e di amministrazione degli impianti già realizzati, rilevatesi sovente improprie, inadeguate e sequenzialmente pericolose.

Un esempio eclatante per tutti: LA DISCARICA DI VIA LE LAME a Frosinone da cui quantità pericolose di percolato carico di metalli pesanti e veleni si sono disperse nel terreno e nelle falde acquifere a ridosso del fiume Sacco. Da tempo una comunità è in attesa di conoscere quale sia stato l’utilizzo del primo finanziamento di 2.582.248,49 euro, risalente al lontano 2003 e concesso per la bonifica ed il recupero ambientale della discarica che, a nostro avviso, sarebbe stato capace di arginare ,ai tempi, il danno che andava determinandosi. Come medici perdiamo il sonno al pensiero dell’ingente quantitativo di sostanze tossiche disperse nella terra e nelle acque di Frosinone e paesi viciniori, consapevoli dei danni alla salute subiti dai più sfortunati, che potevano essere evitati.

Anche per Frosinone ancora nessun piano epidemiologico regionale nonostante il sequestro della discarica. La netta posizione del Comune di Frosinone rispetto l’inceneritore di San Vittore, nonché il rifiuto espresso reiteratamente verso l’erigendo biodigestore di Frosinone a ridosso della discarica, trovano, proprio nella tragedia di Via Le Lame, la motivazione per scongiurare, per sempre, quanto si è perpetrato a danno degli ignari cittadini di Frosinone e dintorni. E che dire della discarica di Roccasecca, la più grande d’Europa, dove, narra la leggenda, sia stato addirittura spostato l’alveo di un fiume pur di accontentare Roma?“- Concludono.

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