È un pugno nello stomaco l’ultimo video pubblicato da Stefan Mihalcea. Pochi secondi che oggi assumono il peso di un addio inconsapevole. Il giovane motociclista, 31 anni, di origini rumene ma residente da tempo a Sora, in viale San Domenico, lo aveva condiviso nella giornata di sabato sulla pagina social de “I motociclisti di Forca d’Acero”, poche ore prima dell’incidente che domenica gli è costato la vita.
In quel video Stefan si trovava in uno dei luoghi simbolo per gli appassionati delle due ruote: il celebre “Curvone” lungo la strada che conduce a Forca d’Acero, al confine tra Lazio e Abruzzo. Un punto di ritrovo conosciuto da centinaia di motociclisti che ogni fine settimana e non solo raggiungono quelle montagne per condividere la stessa passione, scambiare due parole e poi ripartire. E proprio così aveva fatto anche lui.
Dopo aver pubblicato quel video, Stefan era risalito in sella alla sua amata Honda per fare ritorno verso Sora. Un tragitto percorso tante volte, lungo quelle strade che conosceva bene e che amava profondamente. Ma il giorno dopo, quello stesso viaggio si è trasformato in tragedia.


L’incidente si è verificato sulla Strada Regionale 666, conosciuta da tutti come la “Strada del Diavolo”, nel territorio di Campoli Appennino. Secondo una prima ricostruzione, il motociclista avrebbe perso il controllo del mezzo all’altezza del ristorante Primavera. La ruota anteriore si sarebbe improvvisamente chiusa, rendendo impossibile qualsiasi manovra correttiva.
La moto è scivolata sull’asfalto per decine di metri. Stefan non è riuscito a fermarla né a riprendere il controllo. Dopo aver urtato un muretto e un palo, il mezzo è finito violentemente contro due auto in sosta. Un impatto devastante che non gli ha lasciato scampo.
Quando sul posto sono arrivati i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane. Presenti anche i vigili del fuoco, i Carabinieri della Compagnia di Sora e gli agenti della Polizia Stradale che hanno effettuato tutti i rilievi necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Una tragica coincidenza rende ancora più amara questa vicenda. Proprio nella stessa mattinata, lungo quelle strade frequentate dai motociclisti – la SR666 e la SR509 di Forca d’Acero – erano stati effettuati controlli specifici da parte proprio di Carabinieri e Polizia per prevenire gli incidenti e aumentare la sicurezza su percorsi che ogni anno registrano numerosi sinistri.
Con la morte di Stefan si allunga la lunga scia di vittime che negli anni ha segnato queste strade di montagna, amate dagli appassionati delle due ruote ma spesso teatro di incidenti gravissimi.
Sul suo profilo social restano le immagini della sua passione. Decine di fotografie in sella alla moto, sorrisi, escursioni, curve affrontate tra quei paesaggi ameni. E soprattutto quell’ultimo video pubblicato poche ore prima della tragedia, che oggi è diventato il luogo virtuale dove amici e conoscenti stanno lasciando messaggi di dolore, incredulità e cordoglio.
Stefan non farà più ritorno a casa. Lo piangono la famiglia, gli amici e una comunità che lo aveva accolto e conosciuto nel corso degli anni.
La salma è stata trasferita presso l’obitorio dell’ospedale di Cassino per gli accertamenti medico-legali disposti dall’autorità giudiziaria. Successivamente verrà restituita ai familiari per consentire la celebrazione delle esequie.