Infortuni sul lavoro, aumentano incidenti e vittime: “Allarme rosso in Ciociaria”

Il report elaborato dalla Uil di Frosinone, su fonte Inail, nell’ambito dell’attività periodica dell’Osservatorio Uil Lazio

Crescono in Ciociaria gli infortuni sul lavoro e aumentano anche le vittime. Nei primi sette mesi del 2025 si sono registrati 1.456 incidenti, ben 112 in più rispetto allo stesso periodo del 2024, quando l’Inail ne aveva censiti 1.344. Grave anche il bilancio dei decessi: sei morti sul lavoro tra gennaio e luglio di quest’anno, a fronte dei quattro dell’anno precedente.

È questo il quadro – tutt’altro che rassicurante – che emerge dal report elaborato dalla Uil di Frosinone, su fonte Inail, nell’ambito dell’attività periodica dell’Osservatorio Uil Lazio #ZeroMortiSulLavoro.

I dati provinciali e regionali

Dopo Roma (20.284 denunce) e Latina (2.079), la Ciociaria si colloca al terzo posto nel Lazio per numero di infortuni, davanti a Viterbo (1.112) e Rieti (676). Per quanto riguarda i casi mortali, Frosinone condivide il secondo posto con Latina (6), mentre Roma resta in testa (30 vittime). Seguono Viterbo (4) e Rieti (1).

“I numeri inquadrano e delineano un fenomeno sempre più allarmante in Ciociaria – spiega Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone – ed è del tutto evidente che le azioni fin qui messe in campo da Governo e Istituzioni non sono state in grado di implementare concretamente la salute e la sicurezza sul lavoro di tante donne e tanti uomini”.

Nel complesso regionale, da gennaio a luglio 2025, sono stati registrati 25.607 incidenti sul lavoro: 10.073 hanno riguardato le donne e 15.534 gli uomini. L’anno precedente, nello stesso periodo, gli incidenti erano stati 24.181 (14.711 uomini e 9.470 donne).

La fascia d’età più colpita è quella tra i 50 e i 54 anni (3.207 denunce), seguita dai 55-59enni (3.033 casi). Diverso invece l’andamento delle morti: in calo nel complesso, passando dalle 62 del 2024 alle 47 di quest’anno. Un dato sul quale pesa la performance della Capitale, dove si è passati da 49 vittime a 30. La fascia più colpita resta quella dei 55-59enni (14 decessi), seguita dai 60-64enni (6 casi).

La richiesta della Uil

“Da tempo la Uil afferma – conclude Tarquini – che va intensificato il dialogo tra Governo e parti sociali. È necessario voltare pagina e studiare una serie di interventi mirati, programmati e concreti, che siano davvero in grado di scrivere un nuovo capitolo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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