Interdittiva antimafia, chiuso distributore di carburanti: sigilli e stop immediato all’attività

Provvedimento del Comune a Monte San Giovanni Campano: revoca dell’autorizzazione e impianto sigillato dopo il decreto della Prefettura

Un’interdittiva antimafia fa scattare la chiusura immediata di un impianto di distribuzione carburanti a Monte San Giovanni Campano. Il provvedimento è stato adottato dal Comune dopo la comunicazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha trasmesso il decreto emesso dalla Prefettura di Milano nei confronti della società titolare.

L’impianto dovrà cessare ogni attività di vendita con effetto immediato. Disposta anche la messa in sicurezza della struttura secondo le normative ambientali e antincendio.

Alla base della decisione c’è un’informazione antimafia interdittiva che, come previsto dalla normativa, comporta la decadenza automatica di autorizzazioni, licenze e concessioni. Un atto vincolante per l’amministrazione comunale, che non ha margini di valutazione nel merito del provvedimento prefettizio.

Dalla ricostruzione emerge che negli ultimi mesi erano stati avviati anche passaggi societari legati all’impianto, tra cui il trasferimento di titolarità e il subentro di un nuovo gestore. Operazioni che, secondo quanto evidenziato dagli uffici e dall’ADM, sarebbero intervenute successivamente all’interdittiva e ritenute potenzialmente elusive della misura adottata.

Il Comune aveva già avviato il procedimento con un preavviso di decadenza notificato ad aprile, senza che siano pervenute osservazioni ritenute pertinenti da parte delle società coinvolte. Da qui la decisione definitiva di revocare i titoli autorizzativi e disporre la chiusura dell’impianto.

Il provvedimento è stato trasmesso, tra gli altri, alla Prefettura, alla Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Locale, che dovrà vigilare sull’esecuzione della chiusura.

Resta ora la possibilità per i soggetti interessati di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni o, in alternativa, ricorso straordinario entro 120 giorni. Nel frattempo, però, l’impianto resta chiuso: l’interdittiva antimafia produce effetti immediati e diretti sull’attività economica coinvolta.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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