La ricerca dell’umanesimo passa attraverso il linguaggio. E la forza innovativa dell’etica

Radici forti, visione comune: domani l’incontro a Frosinone. La politica chiamata all’impegno sul fronte dell’umanesimo industriale

Radici forti e visione comune, un titolo importante per un convegno che ha l’ambizione di porre al centro dell’attenzione un obiettivo altrettanto importante come quello di mettere insieme imprese e istituzioni per un nuovo umanesimo industriale.

Si va avanti soltanto se si pensa in grande, e ragionare di umanesimo è un segnale forte, oltre che una speranza incoraggiante in un momento storico che vede prevalere la logica dei numeri rispetto alla ricerca del benessere, e che guarda alle frontiere aperte dall’intelligenza artificiale come a uno strumento capace di migliorare l’approccio al risultato, in qualsiasi campo e settore, piuttosto che al recupero del lato emotivo delle attività umane e con quello anche dell’etica del lavoro.

La presenza dei giovani industriali e dei giovani dell’Ucid scortati dalla Curia lascia ben sperare sulla qualità del linguaggio e su quella dei concetti che verranno espressi nel corso dell’incontro di domani a Frosinone, perché è ormai chiaro a tutti che il linguaggio dell’impresa, al pari di quello sul lavoro, ha bisogno di voci nuove e di nuovi interpreti capaci di cambiare il registro di una comunicazione vecchia e stantia, fatta di slogan, di claim e povera di contenuti. Inseguire il miraggio di un nuovo umanesimo è un impegno nobile, da interpretare con forza, serietà, convinzione e amore per la verità. E la verità di questo tempo non è quella che ci viene propinata da occasioni patinate e di facciata, ma quella che arriva dall’impegno, dal sacrificio, dalle condotte trasparenti, dalla sensibilità sociale, dal rispetto delle regole.

Ecco l’importanza della presenza dei giovani e della freschezza morale che li accompagna, una freschezza che non dovremmo mai consentire possa essere avvertita come ingenuità.

La politica chiamata all’impegno sul fronte dell’umanesimo industriale, sa bene che per inseguire il miraggio dell’umanesimo c’è bisogno di farsi carico della responsabilità sociale delle azioni e delle decisioni, e che è necessario dare prova di massima correttezza e trasparenza per farne lo strumento di un’equa distribuzione delle opportunità e dunque la chiave capace di schiudere le porte dell’etica.

Ci sono esempi da cancellare, passi indietro che si deve avere il coraggio di fare, impegni che è necessario assumere a viso aperto e guardandosi negli occhi, abbandonando il rito della stretta di mano lontano dagli sguardi indiscreti. Questo è cambiare. Tutto il resto è muffa capace di infettare l’entusiasmo e la bellezza dei giovani, imprenditori e non.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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