L’uomo con i pugni di ferro, l’esordio alla regia di RZA: caotico, colorato e violento…poteva andare peggio!

La recensione dell'opera prima del rapper Robert “Bobby” Fitzgerald Diggs, più noto come RZA, leader dei Wu-tang clan

Violento, colorato, fumettistico, arriva il diretto feroce scagliato da ‘L’uomo con i pugni di ferro’ – targato 2012 – (The man with the iron fists), opera prima del rapper Robert “Bobby” Fitzgerald Diggs, più noto come RZA, leader dei Wu-tang clan. Parte con una presentazione altisonante, quella del maestro Quentin Tarantino, ma già le prime sequenze svelano l’arcano: la figura imponente del regista di ‘Django’ e ‘Pulp Fiction’ è ridotta ad un’ombra che vagamente ispira il tessuto della pellicola, per il resto c’è solo tanto RZA dentro. D’altra parte non poteva essere diversamente: dopo 6 anni di studio e preparazione del proprio progetto, il neo film-maker voleva stampare un marchio che fosse solo il proprio.

La trama

Jungle Village è un paese della Cina di fine ‘800, dove un fabbro di colore forgia sofisticate armi per poter comprare la libertà della prostituta che ama. Sarà un tradimento a scatenare la guerra tra clan. Si ritrovano così coinvolti il fabbro, un enigmatico british man e la matrona di un bordello.

Un caotico caleidoscopio di generi

Scritto a quattro mani con il pupillo di Tarantino, quel certo Eli Roth di Hostel, ‘L’uomo con i pugni di ferro’ si libra a suon di cazzotti, wuxiapian, pugnali volanti e tanto hip hop. Sale di qualche centimetro dal suolo per poi tornarci in fretta: non crolla, questo no, ma neanche vola alto tra le stelle che illuminano il cielo hollywoodiano. Si abbandona presto la sensazione che dietro l’operazione possa esserci la ricerca di un certo sincretismo culturale, per varcare terreni più fertili ma sicuramente già percorsi. Il plot non è dei più originali, è recitato con sufficienza – Russel Crowe gigioneggia alla grande, la bellissima Lucy Liu non si spreca più di tanto e poi c’è The Animal Batista, un villain tutto muscoli e un passato da wrestler –  eppure non disturba come mi aspettavo: un caotico caleidoscopio di generi che però, conti alla mano, è divertente e smargiasso. In più, ad alzare una vocina in soccorso di RZA e di tutto l’entourage, sono le coreografie dei combattimenti incorniciate con un’estetica da videoclip. Fa molto videogioco, alla fine, nella sua essenza ludica e a tratti repressa. Questa, forse, la grande pecca. Magari se RZA avesse osato qualcosina in più saremmo oltre la soglia del bazar stilistico, ma magari avremmo anche puntato il dito urlando a squarciagola che di Tarantino ce n’è uno solo. Chissà…Questo esordio, comunque, si può tranquillamente guardare. Poteva andare peggio. Possibilmente in compagnia di amici che non si impressionano per uno spruzzo di sangue, appassionati di arti marziali, muscoli e belle donne.

Dettagli

Titolo originale: The Man with the Iron Fists
Regia: RZA
Sceneggiatura: RZA, Eli Roth
Fotografia: Chan Chi Ying
Cast: RZA, Rick Yune, Russel Crowe, Lucy Liu, Gordon Liu, Dave Batista, Pam Grier, Cung Le, Zhu Zhu

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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