Maltrattamenti e lesioni, assoluzione piena per l’ex dirigente imputato davanti al Tribunale di Cassino

La denuncia dell’ex convivente aveva dato il via al procedimento. Accolta la tesi difensiva degli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola

Si chiude con un’assoluzione piena il procedimento penale che vedeva imputato un ex dirigente di un’azienda di Stato, sessantaseienne, originario del Cassinate e residente da tempo nella Capitale. Il Tribunale di Cassino ha infatti assolto l’uomo dalle accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate nei confronti dell’ex compagna, pronunciando la sentenza con la formula “perché il fatto non sussiste”.

La vicenda era iniziata alla fine del 2019, quando l’ex convivente aveva denunciato ai carabinieri di essere stata aggredita, dopo essersi fatta medicare al pronto soccorso di Cassino. Nel suo esposto aveva inoltre raccontato altri presunti episodi di violenza che sarebbero avvenuti nel corso della relazione, sia nell’abitazione romana della coppia sia nella casa di famiglia dell’uomo nel Cassinate, dove entrambi trascorrevano periodi di permanenza soprattutto durante l’estate.

Le accuse avevano portato al rinvio a giudizio dell’ex dirigente, che fin dall’inizio ha sostenuto la propria estraneità ai fatti contestati, assistito dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola.

Dopo l’istruttoria dibattimentale, il Collegio del Tribunale di Cassino, presieduto dal giudice Iannitti, ha accolto le richieste della difesa, assolvendo l’imputato da ogni contestazione perché il fatto non sussiste. Una decisione che conclude definitivamente una vicenda giudiziaria durata quasi sette anni.

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