La sparizione di un massiccio quantitativo di Fentanyl, per l’esattezza 80 fiale, ha prontamente allarmato la Regione Lazio che ha emesso un comunicato riportando quanto segue.
“In seguito al furto di 80 fiale di Fentanyl presso l’ospedale Israelitico di Roma, la Regione Lazio ha dato disposizioni per effettuare una visita ispettiva straordinaria volta a verificare la gestione degli stupefacenti della farmacia ospedaliera, ai sensi del D.P.R. 309/90, mantenendo così ai massimi livelli la vigilanza svolta nel caso dalla ASL Roma 3. Contestualmente, la Regione Lazio comunica di aver dato mandato alle Asl territorialmente competenti di verificare la corretta gestione degli stupefacenti nei diversi ospedali della Regione, estendendo così l’azione di controllo a tutto il territorio regionale per garantire i più elevati standard di sicurezza”.
È stato pertanto attivato l’intervento del NAS per accettare l’entità del danno, avviando uno stato di emergenza su tutto il territorio laziale. Una riunione d’urgenza si è tenuta a Palazzo Chigi.
Fentanyl: una panoramica americana e l’approdo in Italia
La presenza di questa sostanza in ospedale è presto chiarita anche ai non addetti del settore: il Fentanyl viene utilizzato come potente analgesico oppiaceo in molteplici ambiti, tra cui spicca il ruolo nella gestione del dolore cronico nei pazienti oncologici, nonché in ambito chirurgico e traumatologico. Va ovviamente somministrato previo piano terapeutico e sotto l’attenta sorveglianza di uno specialista, avendo importanti effetti collaterali che possono tuttavia essere ridimensionati seguendo specifici protocolli medici. Il lato oscuro di questa sostanza è però il suo utilizzo, ormai trasformatosi in abisso senza ritorno negli USA, come sostanza illegale che ha provocato 75mila morti ogni anno, stando ai dati del CDC, Centers for Disease and Control and Prevention. Questo oppioide sintetico, estremamente appetibile per la criminalità organizzata, per la sua maggiore economicità rispetto ad altri oppiodi, la sua reperibilità nel dark web e per la sua efficacia immediata (è 50 volte più potente dell’eroina) ha mietuto vittime anche nello Star System, tra cui Prince, il noto rapper Coolio, Tom Petty e Lil Peep, a seguito di mix letali di sostanze.
È stata rinominata “Droga degli zombie”, proprio perché provoca uno stato euforico accompagnato ad un totale rilassamento corporeo. Il sovraddosaggio e l’utilizzo illegale (che comporta l’impiego del Fentanyl per “tagliare” altre sostanze) generano depressioni respiratorie e conseguenti decessi in una finestra temporale di pochi minuti.
Lo scorso marzo è stato presentato il “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici” – reperibile in versione integrale sul sito del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze- proprio per preparare gli stakeholder ad una futura, e a questo punto realistica, emergenza nazionale. Nella speranza che questo sia solo un distopico scenario, sicuramente le prossime settimane e mesi saranno necessari per avere un quadro più ampio degli effetti di quanto accaduto nella Capitale. Le 80 fiale sottratte infatti, se immesse sul mercato della droga, potrebbero fruttare migliaia e migliaia di dosi potenzialmente anche letali.