Maxi operazione antidroga, smantellati due gruppi criminali: coinvolta anche la provincia di Frosinone

L’operazione, denominata “End to end”, si sta svolgendo in diverse province dell’Abruzzo, del Lazio e della Puglia

Si conta anche un arresto in Ciociaria all’interno della vasta operazione antidroga, in corso dalle prime luci dell’alba di oggi e condotta dalla Polizia di Stato di Pescara, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, che ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari personali e al sequestro di beni per oltre un milione di euro, nei confronti di altrettanti cittadini italiani, ritenuti appartenenti a due gruppi criminali dediti al narcotraffico.

L’operazione, denominata “End to end”, si sta svolgendo in diverse province dell’Abruzzo, del Lazio e della Puglia, con il coinvolgimento di oltre 80 operatori della Polizia di Stato. All’intervento partecipano le Squadre Mobili di Pescara, Roma, Teramo, Latina, L’Aquila, Frosinone e Foggia, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, e il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine di Abruzzo, Lazio e Puglia Settentrionale, messi a disposizione dal Servizio Controllo del Territorio.

I destinatari delle misure cautelari sono gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Per alcuni di loro sono stati contestati ulteriori reati gravi, tra cui estorsione, tentato omicidio e corruzione.

Sono attualmente in corso anche perquisizioni domiciliari e locali nelle disponibilità degli indagati, nonché il sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore al milione di euro, ritenuti provento dell’attività illecita.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due gruppi criminali oggetto dell’inchiesta erano ben strutturati e organizzati, con un’articolata rete per l’importazione e lo smercio di ingenti quantità di droga sul territorio nazionale.

*Aggiornamento delle 12.30

Sono in totale 26 gli arresti eseguiti con l’indagine antidroga denominata “End to end”.

I primi 13 arresti sono stati effettuati in flagranza di reato nel corso dell’attività investigativa, avviata nel novembre 2023 e durata oltre un anno, mentre altrettanti sono stati effettuati al termine dell’indagine, in esecuzione di diverse misure cautelari emesse nei confronti di persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione.

I sequestri di droga

Nel corso dell’indagine, che ha preso il via subito dopo gravi episodi di estorsione compiuti in provincia di Pescara, gli investigatori della Mobile hanno sequestrato 266 chili di hashish, 9 di marijuana e 3,5 di cocaina.

Effettuato anche il sequestro preventivo di denaro contante, conti correnti, oggetti preziosi, veicoli e immobili, per un ammontare complessivo di oltre 1.360.000 euro

Entrambe le organizzazioni criminali oggetto dell’attività operativa erano caratterizzate da una significativa disponibilità economica, che consentiva l’acquisto di ingenti quantità di droga, e da una capillare diffusione sul territorio, con basi logistiche e depositi utili a rifornire le due regioni del centro Italia.

Come operavano gli indagati

Gli indagati operavano sul territorio commettendo estorsioni e altri crimini violenti, come il tentato omicidio di un agente della Squadra mobile di Pescara nel tentativo di darsi alla fuga con un carico di droga.

Per comunicare tra di loro, gli appartenenti ai gruppi criminali utilizzavano unicamente telefoni criptati, appositamente programmati per non essere intercettati o analizzati anche in caso di sequestro (da questo deriva il nome dell’operazione).

Altro particolare organizzativo era l’utilizzo di veicoli sempre diversi, presi a noleggio, e il reclutamento di giovanissimi corrieri incensurati e insospettabili, da utilizzare per il trasporto delle sostanze stupefacenti, in cambio di notevoli somme di denaro.

Ingegnoso il sistema di fidelizzazione escogitato dai criminali, che utilizzavano una particolare brandizzazione dello stupefacente, ottenendo anche il risultato di renderlo meno riconoscibile ai controlli grazie a un particolare confezionamento dei panetti che riproducevano fedelmente delle famose merendine e barrette di cioccolato.

Violenza e spedizioni punitive

Entrambi i gruppi criminali agivano con efferata violenza, soprattutto nella riscossione dei propri crediti, sia nei confronti dei clienti che degli appartenenti alle associazioni criminali, rivolgendosi anche a familiari e amici dei loro debitori, con spedizioni punitive e pestaggi, arrivando anche all’utilizzo di bombe carta lanciate all’interno delle abitazioni delle vittime.

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