Isola del Liri – “Da informazioni in mio possesso gli accertamenti tossicologici hanno dato esito negativo: Leonardo Fiorini, al momento del decesso, non era sotto l’effetto di cannabis, né di alcol, né di altre sostanze stupefacenti o farmacologiche. Si può quindi ritenere che Leonardo Fiorini fosse in uno stato di piena lucidità e coscienza”, spiega l’avvocato del Foro di Cassino Danilo Iafrate, il quale assiste legalmente la famiglia Fiorini.
Un elemento arrivato a distanza di qualche mese e destinato a incidere sulla lettura complessiva dei fatti, mentre restano in corso gli approfondimenti investigativi e tecnici per chiarire ogni aspetto della vicenda.
La nota, precisa Iafrate, nasce dall’esigenza di garantire “una corretta informazione e di contrastare la diffusione di ricostruzioni non aderenti agli atti ufficiali”. Parimenti, viene ribadito che, nel rispetto delle indagini in corso, non saranno fornite ulteriori dichiarazioni su altri aspetti del caso fino alla conclusione degli accertamenti.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, Fiorini e David Stojanovic, entrambi originari di Isola del Liri, si trovavano da alcuni giorni in un bed and breakfast nel quartiere Monteverde, a Roma. I due lavoravano nella Capitale: Fiorini come dipendente ministeriale, Stojanovic come commesso e artista, conosciuto anche con il nome di Stojan – BeatBox.
Nella notte tra giovedì e venerdì, tra il 13 e 14 novembre, poco prima della mezzanotte, all’interno della stanza sarebbe scoppiata una lite, poi proseguita sul balcone. Durante la colluttazione, Fiorini è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa dodici metri. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di una possibile spinta, circostanza che l’indagato ha sempre respinto.
All’arrivo dei sanitari del 118, per il 27enne non c’era più nulla da fare: la morte sarebbe sopraggiunta sul colpo. Alcuni residenti della zona hanno riferito di aver udito urla e rumori compatibili con una violenta discussione poco prima della caduta.
Stojanovic è stato rintracciato all’interno della struttura ricettiva e condotto in caserma, dove è stato interrogato alla presenza del proprio legale. In un primo momento il pubblico ministero aveva disposto l’arresto con l’accusa di omicidio, successivamente convalidato dal Gip senza applicazione di misure cautelari.
Parallelamente, la Procura ha conferito l’incarico per l’autopsia e per gli esami tossicologici e istologici. Le indagini proseguono ora sul piano tecnico-scientifico, con l’obiettivo di ricostruire con precisione la dinamica della caduta e accertare eventuali responsabilità.
Il messaggio dei genitori
“Siamo i genitori di Leonardo. Riteniamo fondamentale che venga ristabilita la verità su nostro figlio. Leonardo era un ragazzo sereno, attento alla propria salute e al proprio benessere, responsabile, realizzato negli affetti e nel lavoro, con tanti progetti per il futuro. Per la persona che era, non possiamo riconoscerci in ricostruzioni che non gli appartengono, incompatibili con la sua identità. Sapere che siano circolate, anche pubblicamente, versioni diverse da questa realtà ci addolora profondamente. Non entriamo nel merito delle indagini, nelle quali riponiamo piena fiducia, ma sentiamo il dovere, come genitori, di tutelare la dignità di nostro figlio”, scrivono i coniugi Fiorini in una nota affidata al loro legale.