Nasce a Frosinone la rete “Restituire Futuro”: lavoro e inclusione per chi vuole ricominciare

Firmato a Cittadella Cielo il protocollo tra istituzioni, sanità, carcere e imprese: previsti 80 percorsi di reinserimento e 30 tirocini

Frosinone – Mettere al centro la persona, restituirle dignità e accompagnarla verso una nuova autonomia attraverso il lavoro. È questo il cuore del Protocollo d’Intesa “Restituire Futuro”, presentato e sottoscritto ieri mattina presso la Cittadella Cielo di Frosinone, su iniziativa dell’Associazione Insieme verso Nuovi Orizzonti ODV nell’ambito del progetto “Nuovi Orizzonti per il Lavoro”, finanziato con i fondi dell’8×1000 a diretta gestione statale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’iniziativa segna l’avvio ufficiale di una rete territoriale che coinvolge istituzioni, servizi sociosanitari, sistema penitenziario, mondo imprenditoriale e realtà del terzo settore con un obiettivo chiaro: costruire percorsi strutturati di formazione, responsabilizzazione e reinserimento socio-lavorativo per persone in condizione di fragilità, in particolare con dipendenze patologiche o inserite nei percorsi dell’esecuzione penale.

Ottanta percorsi e trenta tirocini

Al centro dell’azione il progetto “Nuovi Orizzonti per il Lavoro”, che prevede 80 percorsi di reinserimento socio-lavorativo attraverso accompagnamento personalizzato, formazione professionale e inserimenti in contesti protetti. Previsti inoltre 30 tirocini di inclusione sociale della durata di sei mesi, servizi di co-housing e trasporto sociale, oltre a percorsi di orientamento e tutoring direttamente sui luoghi di lavoro.

Parallelamente, il progetto punta anche sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione nei contesti produttivi, con incontri nelle aziende e una campagna informativa rivolta a oltre 500 lavoratori, per rafforzare la cultura dell’inclusione e del sostegno verso chi è impegnato in un percorso di recupero.

Determinante il contributo delle cooperative sociali Ali Blu e Ali Verdi, attive nei settori del catering, della manutenzione edile, agricola e del verde, che metteranno a disposizione contesti di inserimento lavorativo protetto e graduale per i beneficiari.

A illustrare struttura e obiettivi dell’iniziativa è stato Paolo Brigo, responsabile dell’Ufficio Progetti dell’Associazione Insieme verso Nuovi Orizzonti, che ha sottolineato il valore strategico della collaborazione tra i diversi attori del territorio.

Le dichiarazioni

Tra i protagonisti della mattinata anche Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, che ha dichiarato: “Questo progetto rappresenta un segno concreto di speranza. Crediamo profondamente che ogni persona abbia un valore infinito e che, attraverso il lavoro e relazioni significative, sia possibile rinascere. ‘Restituire Futuro’ è un impegno condiviso per restituire dignità, fiducia e opportunità a chi desidera ricominciare”.

Sulla stessa linea Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina: “Il coinvolgimento del mondo imprenditoriale è fondamentale per costruire percorsi reali di inclusione. Le imprese possono e devono essere protagoniste di un cambiamento culturale che valorizzi la persona e favorisca il reinserimento lavorativo”.

Il direttore generale della ASL di Frosinone, Arturo Cavaliere, ha evidenziato l’importanza dell’integrazione tra servizi: “Il tema delle dipendenze richiede un approccio integrato. Questo protocollo rafforza la collaborazione tra servizi sanitari e territorio, permettendo di accompagnare le persone non solo nella cura, ma anche nel loro reinserimento sociale e lavorativo”.

Dal sistema penitenziario è arrivato il contributo della vicedirettrice della Casa Circondariale di Frosinone, Laura Notaro: “Offrire opportunità concrete durante e dopo il percorso detentivo è essenziale per prevenire la recidiva. Il lavoro rappresenta uno strumento fondamentale di riscatto e reintegrazione”.

Infine, Giuseppe Caviglia, direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Frosinone, ha sottolineato: “Progetti come questo rafforzano il senso della pena come occasione di cambiamento. La rete territoriale è la chiave per costruire percorsi individualizzati e realmente efficaci”.

La conferenza si è conclusa con la firma congiunta del Protocollo “Restituire Futuro”, sancendo un impegno condiviso a costruire un modello stabile di collaborazione territoriale capace di offrire opportunità concrete di lavoro, autonomia e reintegrazione sociale. Un passo che punta a trasformare la fragilità in possibilità e a restituire, davvero, futuro.

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