Non si era presentato per iniziare il lavoro di pubblica utilità che gli era stato assegnato e, nonostante i ripetuti tentativi di contatto da parte degli uffici competenti, non aveva fornito alcuna giustificazione. Per questo motivo, nei suoi confronti è scattata la detenzione domiciliare.
A eseguire il provvedimento sono stati i Carabinieri della Stazione di Aquino, in esecuzione di una misura disposta dall’Ufficio di Sorveglianza di Campobasso nei confronti di un cittadino di origini cinesi, classe 1991, domiciliato a Castrocielo.
L’uomo avrebbe dovuto svolgere un periodo di lavoro di pubblica utilità presso la locale Caritas Diocesana, misura che era stata stabilita in sostituzione di una pena pecuniaria di 3.000 euro. Il provvedimento traeva origine da un decreto penale di condanna emesso dal Gip del Tribunale di Isernia, diventato esecutivo il 28 novembre 2024. La pena era stata convertita in 24 ore di lavoro di pubblica utilità, corrispondenti a 12 giorni.
Il mancato avvio dell’attività, unito all’assenza di risposte ai diversi tentativi di contatto effettuati dall’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna di Frosinone, ha portato l’Autorità giudiziaria a revocare la misura sostitutiva e a disporre la sua conversione in 12 giorni di detenzione domiciliare.
Durante questo periodo l’uomo dovrà rispettare precise prescrizioni, a cominciare dall’obbligo di permanere nella propria abitazione, con possibilità di uscire soltanto nelle fasce orarie autorizzate e comunque esclusivamente all’interno del territorio comunale. È inoltre previsto il divieto di frequentare persone con precedenti penali e il ritiro dei documenti validi per l’espatrio.
Saranno ora i Carabinieri competenti per territorio a verificare il rispetto delle prescrizioni e la corretta esecuzione della misura disposta dall’Autorità giudiziaria.