I giudici hanno confermato l’ergastolo per Roberto Toson e i 24 anni di reclusione per il figlio Mattia Toson, riconosciuti colpevoli del delitto. La Procura generale aveva chiesto l’ergastolo anche per Mattia Toson, mentre la difesa aveva insistito per l’assoluzione o la riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale.
L’udienza di oggi
Un’udienza lunga e particolarmente delicata quella di oggi. Dopo aver ascoltato il perito Claudio Alati, il consulente della difesa e gli interventi dell’accusa e della difesa dei Toson, la decisione della Corte è arrivata dopo ore di attesa iniziate fin dalle 9 di questa mattina. Un processo complesso, segnato da continui sviluppi e nuove dinamiche emerse udienza dopo udienza.

La ricostruzione dell’agguato
Secondo l’accusa, Thomas sarebbe stato colpito durante una spedizione punitiva diretta contro Omar Haoudi, individuato come vero obiettivo dell’azione. La dinamica dell’agguato si sarebbe sviluppata rapidamente nel centro di Alatri, con colpi esplosi da uno scooter in movimento.
Le prove e il dibattimento
Nel corso del processo, i pubblici ministeri hanno ribadito la solidità del quadro probatorio, fondato su intercettazioni, testimonianze e analisi tecniche. Al centro anche i movimenti dello scooter utilizzato la sera dell’omicidio e la gestione dei telefoni cellulari, che secondo l’accusa sarebbero stati spenti o resi non tracciabili.
La famiglia di Thomas soddisfatta
La famiglia del 19enne, che in questi anni ha continuato a chiedere verità e giustizia con forza e dignità, si è stretta in un forte abbraccio. La conferma della condanna di primo grado rende, almeno in parte, giustizia a Thomas. I familiari avevano ribadito di volere giustizia, chiedendo l’ergastolo anche per Mattia Toson, ma la sentenza di conferma individua nei Toson i responsabili dei fatti.
Ora bisognerà attendere le motivazioni della Corte d’Assise d’Appello. Appare già scontato, inoltre, un ricorso in Cassazione da parte dei difensori dei Toson.