Si è consumato nella giornata di ieri a San Giovanni Incarico l’ennesimo, drammatico episodio di crudeltà contro gli animali: transitando su via Matrice una passante ha notato un involucro sospetto sotto il ponte, un comune sacchetto di plastica, di quelli normalmente utilizzati per la spesa.
La donna non è rimasta indifferente. Spinta da un provvidenziale sesto senso, è scesa sotto il ponte per verificare il contenuto della busta. Al suo interno una tragica realtà: tre cuccioli di cane erano stati abbandonati al loro destino.
I tre piccoli erano stati gettati nel canale, esposti al sole rovente di questi giorni estivi e privati dell’aria a causa della plastica. Per due di loro, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: nonostante il livello dell’acqua non fosse particolarmente alto, è stato sufficiente a provocarne l’annegamento. Una morte atroce, inaccettabile, ingiustificabile.
Il miracolo nel dramma: uno dei cuccioli è riuscito a salvarsi, come racconta Ilenia, la donna che lo ha soccorso. «Il terzo cucciolo ha avuto la “fortuna” di stare sopra i fratellini, morti, per trovare quel filo d’aria in più necessario a mantenerlo in vita. Naturalmente è stato portato al riparo, asciugato, nutrito e coccolato affinché possa conoscere un po’ di affetto finora negatogli dal genere umano». Si tratta di una femmina, è stata battezzata con il nome di “Lisa”, ha già trovato una famiglia pronta ad adottarla.
Ilenia ha voluto affidare ai canali d’informazione una dura ma necessaria riflessione che ha legittimamente sollevato un’ondata di indignazione e rabbia: «I giudizi negativi li tengo per me ma vorrei condividere una riflessione: possibile che nel 2026, con tutti i mezzi di comunicazione che abbiamo, utilizziamo i social solo per pubblicare frivolezze, lamentele e banalità senza senso? Probabilmente un post o un annuncio avrebbe dato una vita migliore a questi cuccioli e alle persone che si sarebbero fatte avanti per accudirli e crescergli; invece, ancora una volta, il genere “umano” non ha perso occasione di dimostrare che, alla fine dei conti, gli animali non sono loro».
Il fatto è stato prontamente segnalato alle forze dell’ordine. Chiunque disponga di informazioni utili o abbia notato movimenti sospetti in via Matrice è invitato a contattare le autorità locali, anche in forma anonima. Denunciare è un dovere civico per far sì che simili barbarie non restino impunite e non si ripetano mai più.
Come sempre in queste deplorevoli circostanze, Frosinone News ricorda che i reati contro gli animali sono severamente puniti dalla legge italiana. Con le riforme entrate in vigore a luglio dello scorso anno, il legislatore ha inasprito notevolmente le sanzioni per maltrattamento, abbandono e uccisione di animali. In particolare, il Codice Penale stabilisce che: Art. 544-bis (Uccisione di animali): Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni (che può salire fino a 4 anni in caso di sevizie) e con multe che variano da 5.000 a 60.000 euro.
