Paolo morto suicida a soli 15 anni: ucciso dal bullismo. Si scava nell’ambiente scolastico

Valditara fa il punto sull'esito delle ispezioni ministeriali. Doppio filone d'indagine tra la procura di Cassino e quella dei minori

Aveva solo quindici anni Paolo Mendico. Viveva a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, con la madre Simonetta, originaria di Cassino, il padre Giuseppe, cresciuto nel piccolo centro pontino, e i suoi fratelli e sorelle. Una famiglia unita, improvvisamente spezzata da un dolore indicibile: Paolo ha deciso di togliersi la vita nella sua abitazione, lasciando un vuoto incolmabile.

Il drammatico gesto del giovane ha scosso profondamente la comunità e l’Italia intera ed ha acceso i riflettori sul tema del bullismo, che secondo le prime ricostruzioni avrebbe segnato la quotidianità del ragazzo. Episodi ripetuti, un peso che Paolo non sarebbe più riuscito a sopportare.

Sul caso è intervenuto ieri il Ministero dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha disposto ispezioni nella scuola frequentata dal quindicenne. «I due ispettori incaricati stanno facendo le audizioni di numerosi soggetti interni all’istituto e dei genitori» – si legge nell’ultimo resoconto ufficiale – «Inoltre, è in corso l’indagine penale per istigazione al suicidio e questo non permette di avere accesso a tutte le fonti, perché alcune sono secretate. La nostra ispezione si deve necessariamente collegare anche agli esiti dell’indagine penale».

La Procura di Cassino, guidata dal procuratore Carlo Fucci, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per il reato di istigazione o aiuto al suicidio. «Questa Procura – ha spiegato Fucci – sta procedendo alle indagini necessarie per individuare le cause della dinamica del decesso e gli eventuali profili di responsabilità penale. A tal fine, sono stati effettuati sequestri di apparecchiature utili a verificare la presenza di elementi probatori e sono in corso audizioni di persone informate sui fatti».

Da un lato l’indagine penale, per accertare se qualcuno abbia avuto un ruolo diretto o indiretto nella tragedia; dall’altro quella amministrativa, con l’ispezione ministeriale finalizzata a fare chiarezza sull’ambiente scolastico e sulle misure adottate o meno dall’istituto. La Procura di Cassino ha inoltre attivato il coordinamento con la Procura della Repubblica per i Minorenni di Roma.

Il caso di Paolo impone una riflessione più ampia. Il bullismo, in tutte le sue forme, è un fenomeno che ancora oggi lacera il tessuto sociale e mette a rischio i più giovani. Radicare la cultura del rispetto, rafforzare la prevenzione e garantire risposte rapide ed efficaci sono obiettivi che istituzioni, scuola e comunità devono perseguire insieme, per evitare che simili tragedie possano ripetersi.

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