Piano rifiuti Lazio, il sindaco Sacco: “Continueremo a dire no alla riapertura della discarica di Cerreto”

Il Comune di Roccasecca resta in trincea in attesa che si concluda l'iter di vari contenzioni giudiziari. Le prese di posizione in Regione

Intervento del Sindaco di Roccasecca ed ulteriori echi politici regionali dopo la presentazione del piano di gestione rifiuti del Lazio. Ieri abbiamo dato conto delle dichiarazioni del Gruppo Lazio dell’M5S, delle osservazioni di Fare Verde Frosinone e di alcune annotazioni di una formazione civica roccaseccana. – LEGGI QUI – Ma veniamo agli ulteriori commenti. Riapertura della discarica di Cerreto? Il primo cittadino Giuseppe Sacco spiega, rispondendo anche ad alcune polemiche pre-elettorali apparse sui social: “Faremo il possibile come abbiamo sempre fatto affinché la discarica resti chiusa. Non mi meraviglia, tuttavia, che la Regione Lazio abbia inserito Cerreto nel Piano di gestione dei rifiuti, perché è un sito autorizzatio. Ma è certo che la riapertura è condizionata al superamento di una serie di contenzioni in corso che abbiamo incardinato proprio in questi anni in cui Cerreto era chiusa. Perché non siamo rimasti a dormire sull’alloro”.

Il sindaco di Roccasecca conclude: “Ci sono contenzioni che ora stanno per concludersi. Se avranno ragione loro la discarica riaprirà, se avremo avuto ragione noi resterà chiusa”. Quanto alle manifestazioni contro la riapertura Sacco è rimasto deluso dalla partecipazione all’ultima mobilitazione: “Eravamo 20 sindaci e cento cittadini: non si è lavorato bene. Serve invece che la voce del territorio la si ascolti lontano per questo cercheremo di fare altre manifestazioni ma stando attenti a farle per bene e lontano da strumentalizzazioni di ogni tipo. Per questo magari sarà meglio farle dopo le elezioni amministrative del prossimo anno”.

L’appello di Di Cioccio: basta penalizzazioni al sud della provincia

A Sacco, peraltro arriva anche l’appello dell’ex consigliere comunale Fabrizio Di Cioccio “affinché intraprenda iniziative per pretendere che si dia seguito a quanto determinato dalle conclusioni dello studio eseguito dal Politecnico di Torino; inoltre, in questa importante azione amministrativa, è opportuno che si coinvolgano i Sindaci e gli amministratori del comprensorio che presero parte a Cerreto, il 25 Ottobre dello scorso anno, alla manifestazione indetta per protestare contro la realizzazione del V bacino. E’ bene ricordare che in quella occasione emerse, dai vari interventi, la volontà unanime di difendere il territorio del sud della provincia da ulteriori penalizzanti aggressioni. E’ il momento di dare concretezza a quanto dichiarato”.

Dalla città di San Tommaso alla Pisana. Europa Verde Lazio ritiene che “il nuovo piano rifiuti di Rocca non risolve il problema. Lo rende permanente. Si parla di ‘chiusura del ciclo’, ma senza ridurre davvero i rifiuti si sbaglia totalmente direzione. Ridurre i rifiuti meno dell’1% l’anno e aumentare la racconta differenziata solo del 2% l’anno serve esclusivamente a garantire agli inceneritori rifiuti da bruciare per i prossimi anni. Noi pensiamo che la strada debba essere un’altra: meno rifiuti, più prevenzione, più giustizia ambientale. Non esistono territori di serie B. Il dibattito sul piano è appena iniziato”.

Critiche dai gruppi laziali, da Europa Verde a Sinistra Italiana

“Le destre lo avevano preannunciato, e sono andate avanti in un disegno incommentabile sulla gestione e sul recupero e smaltimento delle materie e dei rifiuti – annota Sinistra Italiana Lazio -. Questo è un primo mattone di una visione di Regione che non ci appartiene. Una visione che applica l’autonomia differenziata nei confini della Regione stessa, separando la Capitale dal resto dei territori ed esponendo tutto il Lazio (Roma compresa) al proliferare di impianti e discariche. Venendo meno il principio di prossimità e soprattutto l’autosufficienza delle province non ci saranno più limiti di progettazione impiantistica, né strategie a breve termine per risolvere i problemi legati ai rifiuti”.

Valerio Novelli, consigliere regionale dell’M5S, parla di “direzione sbagliata. Invece di investire su tecnologie moderne a basso impatto ambientale come il recupero di materia si ostina ad incenerire i rifiuti. Oggi bruciare materia prima seconda è un delitto. Inoltre da questo primo documento, c’è un paradosso incomprensibile: mentre nelle altre province è previsto il pre-trattamento dell’indifferenziato, a Roma si potrà bruciare tutto tal quale nel termovalorizzatore di Santa Palomba. Una scelta che farà pagare ai cittadini il prezzo di decisioni sbagliate”.

Sabatini (FdI): ora iter in Consiglio regionale e ascolto dei territori

Ovviamente di diverso tono i commenti dal centrodestra e marcatamente da Fratelli d’Italia. Il capogruppo alla Pisana, Daniele Sabatini, esulta: “Viterbo non sarà più la pattumiera del Lazio. Grazie alla Giunta Rocca e a Fratelli d’Italia è stato finalmente approvato il nuovo Piano Rifiuti del Lazio. Un provvedimento atteso, che segna un cambio di passo concreto: ogni provincia deve dotarsi del proprio impianto. Per il momento verrà mantenuta solo la collaborazione con Rieti. Ora si apre l’iter in Consiglio regionale e la fase dell’ascolto dei territori, fondamentale per costruire soluzioni condivise ma senza più restare bloccati da veti e servitù”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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