Un ponte ideale tra Sora e il Trentino, nel segno della sicurezza e del senso di comunità. In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza – che si celebra ogni anno il 28 aprile e mira a sensibilizzare sull’importanza di prevenire infortuni e malattie professionali a livello globale -, l’ingegnere Manuel Rezza – oggi dirigente nell’ambito ambiente, salute e sicurezza in un contesto di eccellenza nel Nord Italia – ha portato non solo la propria esperienza professionale, ma anche un pezzo della sua terra, coinvolgendo direttamente la Protezione Civile di Sora in un evento di alto profilo promosso dall’Università di Trento e dalla Fondazione Bruno Kessler in cui Rezza opera.
Un momento di confronto e crescita, dove competenze tecniche e valori umani si sono intrecciati, dando vita a una giornata ricca di contenuti e significati.

“In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza, abbiamo vissuto un momento di grande valore umano e professionale all’interno della realtà trentina in cui opero, impegnata nella ricerca scientifica e tecnologica, dove insieme all’Università di Trento abbiamo promosso un evento dedicato alla cultura della prevenzione e della sicurezza. – Ha commentato l’ingegner Rezza.
È stata una giornata intensa, ricca di contenuti e di testimonianze concrete, che ha visto alternarsi relatori qualificati su temi centrali e quanto mai attuali: dalla sicurezza chimica alla prevenzione incendi, fino alla gestione delle emergenze e ai comportamenti corretti da adottare nei momenti critici.
Per me, in qualità di capo unità Ambiente, Salute e Sicurezza e delegato del datore di lavoro, è stato un onore portare il mio contributo parlando proprio del ruolo decisivo delle persone: perché la sicurezza non è fatta solo di norme e procedure, ma soprattutto di consapevolezza, responsabilità e capacità di agire nel modo giusto quando conta davvero”. – Ha aggiunto Rezza.
“Emozionante coinvolgere la Protezione Civile di Sora”
“Un’emozione particolare è stata poter coinvolgere la Protezione Civile di Sora, realtà di cui faccio parte e alla quale resto profondamente legato. Il loro intervento ha portato all’attenzione dei presenti il tema dell’orienteering applicato alle emergenze, con un focus sul valore dei volontari e sulla loro preparazione operativa. Un contributo prezioso, capace di ricordare quanto il volontariato organizzato rappresenti una risorsa indispensabile per i territori.
Per me è stato motivo di orgoglio poter dare spazio a una realtà che continuo a portare con me ovunque io lavori anche in un territorio all’avanguardia come il Trentino. Le proprie radici non si dimenticano mai, soprattutto quando sono fatte di servizio, spirito di sacrificio e amore per la comunità. – Ha proseguito l’ingegnere sorano.
Gli impegni professionali oggi mi portano lontano dalla mia terra d’origine, ma resta vivo il desiderio di poter mettere un giorno la mia esperienza, maturata in contesti di eccellenza, al servizio della mia città. Tornare a lavorare a Sora significherebbe per me non solo una scelta professionale, ma una scelta di cuore: poter contribuire ancora di più al territorio e dedicarmi con maggiore continuità anche alle attività di volontariato. La sicurezza, oggi più che mai, ha bisogno di competenze, passione e persone che credano nel bene comune. E quando istituzioni, università, ricerca e volontariato si incontrano, nascono esempi concreti di futuro”. – Ha concluso Rezza.