Riparare l’aorta senza aprire il torace e senza fermare il cuore: intervento record a Tor Vergata

Eseguito con successo un intervento altamente innovativo per il trattamento di una complessa patologia dell’aorta: prima volta nel Lazio

Al Policlinico Tor Vergata è stato eseguito con successo un intervento altamente innovativo per il trattamento di una complessa patologia dell’aorta, una delle condizioni cardiovascolari più difficili da affrontare. La riparazione ha interessato infatti la parte di aorta più delicata da cui originano le arterie che portano il sangue al cervello.

Il paziente, già sottoposto in passato a un delicato intervento cardiochirurgico, è stato trattato con una tecnica micro-invasiva che ha consentito di riparare l’intero arco aortico senza riaprire il torace e senza fermare il cuore.

La procedura prevede l’impianto di uno speciale stent che, oltre a escludere la parte malata dell’aorta, mantiene il corretto afflusso di sangue al cervello e agli arti superiori. Si tratta di una tecnologia molto avanzata, utilizzata finora solo in un numero limitato di casi in Italia e nel mondo.

Rispetto a un tradizionale reintervento cardiochirurgico, questa tecnica riduce significativamente l’invasività della procedura, evitando la circolazione extracorporea, l’arresto cardiaco e la sospensione della perfusione cerebrale. Grazie a questo approccio, il paziente è stato risvegliato immediatamente dopo l’intervento e ha mostrato fin da subito condizioni neurologiche integre. I tempi di recupero sono più rapidi e questa soluzione terapeutica offre una opportunità anche a pazienti che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati inoperabili.

«L’innovazione tecnologica e la collaborazione multidisciplinare ci consentono oggi di offrire soluzioni sempre più efficaci e sicure anche a pazienti particolarmente complessi», sottolinea l’Aortic Team del Policlinico Tor Vergata, composto da cardiochirurghi, cardiologi vascolari, anestesisti, infermieri e tecnici specializzati, coordinati dal Prof. Augusto D’Onofrio, direttore UOC Cardiochirurgia e dal Prof. Eugenio Martelli, Direttore UOC Chirurgia Vascolare.

Questo tipo di trattamento è riservato a pazienti accuratamente selezionati, ma rappresenta una nuova opportunità terapeutica soprattutto per le persone più fragili o considerate ad alto rischio per un intervento tradizionale.

L’intervento conferma l’impegno della Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata nello sviluppo di percorsi di cura sempre più personalizzati, innovativi e orientati a ridurre l’impatto della chirurgia sul paziente. Questo approccio micro-invasivo non si limita al trattamento dell’arco aortico, ma viene utilizzo anche in altre patologie di interesse cardiovascolare, tra cui le patologie della valvola aortica, della valvola mitrale e degli aneurismi vascolari

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