Rissa tra giovanissimi ad Anagni, i carabinieri convocano minori e famiglie: le indagini dopo i video shock

I militari dell'Arma al lavoro per ricostruire l'episodio di violenza avvenuto in pieno centro. Non è un fatto isolato

I Carabinieri della Compagnia di Anagni, coordinati dal Capitano Alessandro Dell’Otto, sono concentrati nella minuziosa ricostruzione del grave fatto accaduto nella serata di sabato scorso, la rissa tra adolescenti che ha visto coinvolti almeno una ventina di giovanissimi, si presume tra i 12 ed i 14 anni, ritrovatisi nei pressi del parcheggio di via San Magno, poco più in là degli istituti scolastici, nel pieno centro della città di Anagni, tra urla, insulti, bestemmie.

Con la dovuta discrezione, dopo aver acquisito tutte le immagini relative all’aggressione, i militari dell’Arma stanno mettendo insieme ogni pezzo del puzzle, iniziando dall’identificazione dei minorenni per poi convocarli insieme alle rispettive famiglie. Una delle bambine picchiate potrebbe esser residente a Sgurgola. Una vicenda che ha scosso l’intero comprensorio ciociaro, e non solo. Un episodio di violenza gratuita: alcune bimbette, ben vestite, curate nell’aspetto, hanno iniziato a spintonarsi per poi tirarsi i capelli fino a scaraventarsi a terra, a più riprese. Ad un certo punto, come riesce a distinguersi dalle immagini dei filmati, una delle adolescenti è distesa al suolo, un’altra è sopra di lei, la blocca, le sferra dei pugni a ripetizione, un bambino in piedi vicino a loro tira un calcio alla più debole, mentre questa è sotto la morsa dei cazzotti della coetanea.

Contestualmente “gli amici” tutt’intorno: il branco grida ed incita la violenza, incoraggia l’aggressione, “Puttxxx per terra”, “Botte, botte, botte”, “Acchiappiamola da dietro e ficchiamocelo in…”, “Distrutta”, “Distruggila”, “Sgurgola a casa, per terra, zitta e cuccia”, “Vai Elisa, vai, ammazzala porco…”, “Acchiappala per i capelli”. Sono queste alcune delle frasi shock urlate dai presenti. Mai nessuno che sia intervenuto per sedare. Non si sente una sola parola che invochi la fine di questo squallido parapiglia: è agghiacciante e riprovevole guardare i video, sentire la cattiveria e vedere le facce di questi bambini, compiaciuti, entusiasmati, concitati, desiderosi della violenza.

Un episodio che non è isolato

Anagni, la Città dei Papi, candidata a Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2028 con il leitmotiv “Dove la storia lega, la cultura unisce”: basta fare una ricerca sul web per veder scorrere numerose notizie di risse ed aggressioni, più o meno recenti. Per non dimenticare la capretta presa a calci da un gruppo di ragazzi, tutti minorenni, e lo studente 16enne accoltellato da un coetaneo all’uscita della scuola.

L’episodio di sabato sera ha fatto emergere un clima di becera ferocia tra ragazzini: non si può tollerare, non ci si può adeguare, non si può rimanere indifferenti. Si individuino responsabili e responsabilità: nessuno può sottrarsi, dalle famiglie alla scuola alle istituzioni. È necessario dare un segnale ai nostri figli, coloro che saranno gli adulti di domani, affinché sappiano costruirsi una identità ed una dignità migliore di quanto si stia facendo.

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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