Roccasecca – Discarica di Cerreto, no alla riapertura: il caso arriva in consiglio comunale

Convocato un consiglio comunale per il 16 luglio alle ore 12.00. Sacco porta avanti la battaglia per il no alla riapertura

Roccasecca – La discarica di Cerreto della Mad di Valter Lozza – imprenditore condannato in primo grado insieme alla funzionaria della Regione Lazio, Flaminia Tosini, per reati di corruzione commessi nella gestione dei rifiuti, pena di sei anni (condanna che ha riguardato la stessa Mad con sanzioni pecuniarie) -, sarebbe ad un passo dalla cessione. – LEGGI QUI

Il Comune di Roccasecca fa sapere che si sta attivando per contrastare ogni ipotesi di riapertura. Per questo, per la giornata di mercoledì 16 luglio è stato convocato un consiglio comunale.

Sacco convoca il Consiglio

“Ho già spiegato – ha detto il sindaco Giuseppe Sacco – come qualsiasi discussione sulla discarica di Cerreto deve fare i conti con un muro difensivo e un percorso ad ostacoli che abbiamo tracciato in questi anni, lavorando con sacrificio proprio per scongiurare riaperture. C’è la questione dell’autorizzazione sulla quale si è pronunciato un giudice penale, ci sono ricorsi e giudizi incardinati e non definiti, c’è l’ordinanza da parte della Provincia, ci sono 4 milioni di euro di benefit che ancora ballano sul tavolo. Insomma, ribadisco quanto ho detto: si stanno facendo i conti senza l’oste e l’oste è già sull’uscio con il conto in mano da presentare”.

Per dare ancora maggiore forza a quanto fatto in questi anni, il Comune di Roccasecca ha convocato un consiglio comunale oggi, mercoledì 16 luglio, alle ore 12.00.

“Faremo il punto della situazione – ha detto il sindaco Giuseppe Sacco – ricorderemo, a chi lo avesse dimenticato, come si è arrivati a quella chiusura quattro anni e mezzo fa, parleremo di tutte le azioni poste in essere dal punto di vista giudiziario e amministrativo e di quelle che stiamo attivando in questi giorni. Inoltre, sempre sulla scorta delle criticità evidenziate in questi anni, faremo richiesta di intervento agli enti sovraordinati, anche attraverso l’attivazione dei poteri sostitutivi, per impedire quella che si potrebbe configurare non solo come un’offesa al territorio e ai sacrifici posti in essere in questi anni, ma anche come una grande ingiustizia visti i contenziosi ancora pendenti.

Crediamo ancora nella forza del diritto e nel valore della legge come argine primario degli interessi dei cittadini. Noi siamo vigili, lo eravamo prima del 31 marzo 2021 e lo siamo ancora oggi, a difesa del territorio e delle comunità che vi risiedono”

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