Sanità, l’efficacia del modello Frosinone per i pazienti fragili riconosciuta da Healthcare: lo studio

Ben 532 pazienti ricoverati tra il 2022 e il 2025 nell’UDI di Isola del Liri, con un’età media di 80,7 anni, sono i protagonisti di uno studio pubblicato sulla rivista Healthcare per valutare l’efficacia del modello di cure intermedie sviluppato dalla ASL di Frosinone attraverso le Unità di Degenza Infermieristica (UDI).

I risultati confermano la capacità di queste strutture di garantire continuità assistenziale tra ospedale e territorio, favorendo il recupero funzionale dei pazienti fragili e un rientro più rapido e sicuro al domicilio. Le UDI erano state sviluppate dalla ASL di Frosinone come strutture dedicate alla fase successiva al ricovero ospedaliero, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale, assistenza infermieristica e monitoraggio clinico. Un modello che ha anticipato gli attuali Ospedali di Comunità previsti dal DM 77/2022 e verso i quali le strutture aziendali stanno oggi evolvendo grazie agli investimenti del PNRR.

I dati evidenziano come la permanenza media dei pazienti nella struttura di Isola del Liri sia pari a circa 15 giorni con miglioramento dell’autonomia. I tempi registrati sono inferiori rispetto ai 22-25 giorni mediamente osservati nelle strutture analoghe di cure intermedie e post-acute descritte in letteratura. Un risultato che conferma la capacità di completare il percorso di recupero in tempi contenuti, favorendo un rientro più rapido e sicuro al domicilio.

Secondo i ricercatori, uno dei principali punti di forza del modello risiede nell’appropriatezza della presa in carico dei pazienti, attraverso una corretta individuazione dei casi che possono beneficiare delle cure intermedie. Si tratta, in particolare, di pazienti che necessitano di monitoraggio clinico, assistenza infermieristica, riattivazione motoria e di un percorso finalizzato al recupero dell’autonomia e al raggiungimento della maggiore autosufficienza possibile. A questo si affianca la progressiva specializzazione del personale infermieristico, che ha sviluppato competenze sempre più specifiche nella gestione dei pazienti fragili, contribuendo a migliorare il recupero funzionale.

Il percorso, si legge inoltre nell’articolo scientifico, consente di contrastare gli effetti negativi dei ricoveri ospedalieri prolungati, come il rischio di complicanze, il declino funzionale e la perdita di autonomia. L’esperienza delle Unità di Degenza Infermieristica si conferma così un passaggio strategico verso il modello degli Ospedali di Comunità: un anello intermedio tra ospedale per acuti e domicilio, capace di accompagnare i pazienti nel percorso di recupero, favorire il mantenimento dell’autonomia prima del rientro al proprio domicilio, alleggerendo anche la pressione sui reparti ospedalieri.

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