”Se vuoi indietro il tuo iPhone devi pagare”, blitz notturno dei carabinieri sventa l’estorsione: doppio arresto

I malviventi pretendevano la somma in contanti di 150 euro in cambio della restituzione di un preziosissimo e costosissimo iPhone 17-Pro

La scorsa notte, la “Città dei Papi” è stata teatro di una fulminea operazione di Polizia Giudiziaria condotta dai Carabinieri, che ha smantellato in flagranza un odioso tentativo di estorsione, il cosiddetto “cavallo di ritorno”. Un’azione chirurgica, pianificata nei minimi dettagli e condotta con un dispositivo tattico di altissimo livello, ha permesso di assicurare alla giustizia due estorsori e recuperare la preziosissima refurtiva, sventando il ricatto ai danni di una famiglia.

Tutto ha avuto inizio la sera precedente, quando una cittadina di 54 anni residente in un comune limitrofo ha ricevuto la spregiudicata richiesta telefonica. I malviventi pretendevano la somma in contanti di 150 euro in cambio della restituzione di un preziosissimo e costosissimo iPhone 17-Pro, smarrito qualche giorno prima dal figlio della donna. Dimostrando un encomiabile senso civico e assoluta fiducia nelle Istituzioni, la vittima non ha ceduto al ricatto e ha immediatamente allertato il 112. Dalla chiamata è scattata una risposta formidabile da parte dell’Arma.

I militari del NORM – Aliquota Operativa di Anagni, operando in perfetta e letale sinergia con i colleghi delle Stazioni Carabinieri di Acuto e Sgurgola, hanno letteralmente “blindato” la zona dell’appuntamento. Per incastrare i malviventi è stato dispiegato un imponente dispositivo: non solo pattuglie con i colori d’Istituto pronte a stringere il cerchio, ma soprattutto una rete invisibile di militari in abiti simulati e autovetture di copertura. Occhi nascosti nel buio che hanno monitorato ogni singolo movimento dei sospettati, togliendo loro qualsiasi via di fuga. L’epilogo è stato da scena da film.

Così è stata incastrata la coppia

Nel cuore della notte, la coppia ha avuto il tempo di ricevere il denaro illecitamente preteso, la trappola è scattata. I militari in borghese, rivelandosi improvvisamente, sono balzati fuori dall’ombra bloccando i soggetti sul fatto. Braccati e vistisi perduti, i due malviventi hanno tentato un gesto estremo e disperato per distruggere la prova regina: hanno lanciato il costosissimo smartphone in un dirupo impervio, caratterizzato da fitta vegetazione e sterpaglie inaccessibili. I Carabinieri si sono immediatamente calati nella ripida scarpata, setacciando palmo a palmo il prato e le sterpaglie nel buio totale, fino a recuperare brillantemente il dispositivo, prontamente restituito all’avente diritto tra la sua immensa gratitudine.

A finire in manette, colti in flagrante per il reato di estorsione in concorso, sono stati, un 40enne del luogo celibe, disoccupato, con precedenti penali e già gravato dalla misura di prevenzione dell’Avviso Orale e la compagna 19enne, incensurata. Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati tradotti presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria tempestivamente informata dai Militari. L’operazione di polizia giudiziaria riafferma il controllo del territorio da parte della Compagnia Carabinieri di Anagni e lancia un messaggio inequivocabile a chi cerca di lucrare sulle disavventure dei cittadini onesti, che in ogni caso troveranno sempre una pattuglia dei Carabinieri pronta ad intervenire con inesorabile fermezza.

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