Selvelle, dopo oltre 30 anni parte la bonifica della discarica ‘dei veleni’: arrivano le ruspe

Arpino - Dopo oltre 30 anni sono iniziati gli interventi di risanamento della discarica Selvelle/Costecalde con caratterizzazione dei veleni

Continuano i lavori di bonifica del sito Costecalde/Selvelle in contrada Vuotti, territorio comunale di Arpino, un intervento la cui amministrazione titolare, responsabile della gestione, dell’attuazione e della rendicontazione, è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Una patata bollente ereditata di amministrazione in amministrazione, tra ordinanze e procedimenti senza che mai si concretizzasse la bonifica del sito orfano. Si pensava che la vicenda fosse destinata all’oblio, dopo oltre 30 anni di indagini e accertamenti che hanno fatto emergere dettagli “scomodi”, dopo i sequestri, le commissioni d’inchiesta, i processi, le condanne, le interrogazioni parlamentari. Anche la Commissione Europea si è occupata della vergognosa faccenda avviando le procedure d’infrazione, ponendo l’attenzione sui ritardi e sulle gravi omissioni degli onerosi protocolli che, di fatto, non hanno portato alla decontaminazione dell’area. Insomma, uno spreco di soldi “all’italiana” senza soluzione ultima…almeno fino ad oggi.

Un’area, lo ricordiamo, in cui sono stati interrati numerosi fusti contenenti rifiuti altamente tossici: gli accertamenti hanno dimostrato che la discarica, attivata nel 1983 per accogliere fanghi industriali classificati come residui speciali, ha continuato a ricevere veleni almeno fino al 1994, nonostante nel 1985 fossero scaduti i permessi. Nel 1989 il Comune di Arpino emise un’ordinanza con cui intimava di sospendere ogni attività di smaltimento. Dieci anni dopo lo stesso ente intimava ai proprietari di procedere alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’area. Nel frattempo la Procura di Cassino comunicava al Comune che la prevista attività di smaltimento autorizzata all’azienda era avvenuta senza alcun rispetto per le indicazioni previste, mancando di opportune precauzioni “che evitassero infiltrazioni di percolato prodotto da rifiuti speciali, tossici e nocivi”.

Durante il suo primo mandato, l’amministrazione guidata dal sindaco Renato Rea aveva dato incarico a un geofisico nel tentativo di inquadrare “il mostro”: di che veleni si trattasse, l’area effettivamente interessata e quella compromessa, se oltre ai fusti ci fossero rifiuti interrati direttamente nel sottosuolo. Un primo passo, seppur ad andatura lenta, tra lungaggini burocratiche e ricerca di fondi. Adesso, con l’avvio della bonifica, sarà possibile sciogliere anche molti dubbi. Gli interventi di risanamento, infatti, contemplano la caratterizzazione dei rifiuti, ovvero quel processo tecnico-normativo che identifica natura, composizione e pericolosità degli stessi, al fine di definirne il codice CER e determinarne le modalità di smaltimento o recupero. Un iter che si articola in analisi di laboratorio, campionamento rappresentativo e valutazione del ciclo produttivo, per concludersi con lo stoccaggio. Un lavoro certosino in stretta collaborazione con l’ARPA.

Dopo oltre 30 anni di niente se non sperpero di denaro pubblico, si sta procedendo alla bonifica di una mega discarica abusiva, un intervento sospirato a lungo, finalizzato a garantire la salute pubblica e la tutela dell’ambiente attraverso la messa in sicurezza e il completo risanamento del sito orfano.

I mezzi pesanti sono al lavoro, quindi, per rimuovere i rifiuti e decontaminare il terreno, circolando su strade impervie per raggiungere il sito. Contestualmente il vicesindaco ing. Massimo Sera, contattato dalla nostra redazione, chiede ai residenti di avere un po’ di pazienza e chiarisce che il Comune non è tenuto a controllare se il manto stradale venga compromesso dal loro passaggio: l’ente ha infatti già previsto questa eventualità. Nel capitolato d’appalto è stato specificato che la ditta incaricata della bonifica, a conclusione degli interventi, procederà al rifacimento dell’asfalto da via Selvelle fino al bivio con la strada provinciale via Pietro Nenni, ove questa risulterà danneggiata. Non c’è più tempo da perdere quando ne è già stato perso a dismisura: non c’è spazio per vibrate proteste dinanzi a un risanamento fin troppo auspicato.

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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