Serie B, scandalo Portanova: dopo la condanna per violenza può giocare? Il parere del legale

L'esperto avvocato Iafrate interviene sul caso. Ecco cosa può succedere e cosa, invece, si è verificato per episodi analoghi in Inghilterra

Serie B, lo ‘scandalo’ relativo alle vicissitudini giudiziarie di Manolo Portanova sta catalizzando l’attenzione dell’Italia intera. Il centrocampista del Genoa è stato infatti condannato in primo grado a 6 anni dal tribunale di Siena per violenza sessuale di gruppo in relazione agli abusi a una studentessa in un appartamento del centro storico. Ma adesso il calciatore presenterà l’appello.

Le condanne

L’episodio avvenne nella notte fra il 30 e il 31 maggio del 2021. Condannato alla stessa pena anche lo zio del giocatore. Entrambi avevano scelto il rito abbreviato e il gup ha accolto le richieste del Pm. C’è poi un terzo indagato, che invece ha optato per il rito ordinario: lo stesso è stato rinviato a giudizio alla fine dell’udienza preliminare. Infine, un quarto soggetto, all’epoca dei fatti minorenne, sarà giudicato dal Tribunale dei Minorenni di Firenze. Il giocatore rossoblu è stato inoltre condannato a versare una provvisionale pari a 100.000 euro a favore della ragazza di cui avrebbe abusato, più altri 20 mila euro a favore della madre e 10 mila per l’associazione senese Donna chiama Donna che si era costituita parte civile.

I fatti

Secondo quanto ricostruito attraverso le indagini, la ragazza si sarebbe appartata con il tesserato del Genoa classe 2000 per poi trovarsi di fronte gli altri tre indagati. Qui, secondo la giovane, sarebbe scattata la violenza, mentre Portanova ha sempre sostenuto si trattasse di un rapporto consensuale. La stessa si è fatta quindi refertare in ospedale, con l’esito di una prognosi di un mese e problemi psicologici dovuti al trauma. La ragazza ha denunciato Portanova e a giugno 2021 l’atleta è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato successivamente revocato a luglio scorso per permettergli di effettuare i test medici in virtù del ritiro estivo del club in Austria, cui ha preso parte anche Portanova. L’indagine non si è fermata e nello scorso marzo è stato chiesto il processo per l’atleta. Portanova, in accordo con il suo legale, ha optato per il rito abbreviato, ieri la prima sentenza. Intanto il calciatore è sceso in campo anche domenica scorsa contro il Cittadella.

La posizione del Grifone

La società del Genoa, per ora, non ha rilasciato comunicati ufficiali ma La Repubblica, citata anche da TuttoMercatoWeb.com, riporta il seguente commento: la condanna di Manolo Portanova è un caso per ora unico nel mondo del calcio italiano, non vi sono precedenti e stiamo studiando come comportarci partendo sempre dal presupposto che si tratta solo del primo grado di giudizio e fino alla fine della sentenza definitiva per noi vale la presunzione d’innocenza”. Il centrocampista, dunque, potrà allenarsi con la squadra e potrà anche essere convocato e giocare nelle prossime gare in attesa degli altri due gradi di giudizio.

Il parere dell’esperto

Il caso è indubbiamente molto delicato e sta dividendo l’opinione pubblica. C’è chi spera che il Genoa stesso in primis e poi la Lega di serie B, magari attraverso il proprio presidente Balata, possano esprimere una reazione dura e di polso contro il giocatore, e chi invece, in un’ ottica più garantista, preferirebbe non mettere altra legna sul fuoco ed attendere che la giustizia completi il proprio corso. Scevro da ogni volontà di esprimere un giudizio etico e morale sulla vicenda, il nostro tentativo è volto a comprendere, a livello legale, quale sarebbe la strada giusta da percorrere in questo caso per il prosieguo dell’utilizzo di Portanova nel campionato cadetto.

A tal proposito interviene l’esperto avvocato penalista Danilo Iafrate: “Dal punto di vista legale il calciatore puo’ essere schierato in campo non avendo limitazioni di sorta della sua libertà almeno fino all’esaurimento dei gradi di giudizio. Dopo i quali se venisse confermata la condanna per lui si spalancherebbero necessariamente le porte di un carcere non potendo il Portanova per tipo di reato e per l’entità della pena optare per misure alternative alla detenzione inframuraria. Dal punto di vista etico dovrebbero viceversa muoversi il Genoa ed a mio avviso anche la lega di B. Basta pensare che recentemente per casi analoghi in Premier League il Manchester United ha sospeso a tempo indeterminato un campione come Greenwood (un nazionale) e il Manchester city ha sospeso Mendy ed ancor prima analogo comportamento ha avuto l’Everton con Sigurdsson. Vedremo se in Italia saranno altrettanto duri. Fermo restando il principio di innocenza fino a sentenza passata in giudicato”.

L’avvocato Danilo Iafrate
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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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