L’estate è ormai alle porte. Le giornate si allungano, aumenta la voglia di mare, piscina, passeggiate all’aria aperta e tintarella. Eppure, ogni anno, la scena si ripete quasi identica: pelle arrossata, scottature, disidratazione, macchie cutanee e quella sensazione di aver “esagerato” con il sole.
Per molti l’abbronzatura resta sinonimo di bellezza e benessere, ma troppo spesso si sottovaluta ciò che accade realmente alla pelle durante l’esposizione ai raggi solari. Dietro una semplice giornata al sole si nasconde infatti un vero e proprio stress biologico per il nostro organismo. Ma va ricordato anche che il sole è vita e che ci dona la vitamina D fondamentale per il benessere del corpo, della mente e di numerosi processi fisiologici. Quindi, il sole non è un nemico ma un alleato. A patto di esporsi in maniera corretta.
Per capire come proteggersi nel modo corretto e quali siano gli errori più comuni, abbiamo incontrato Nadine Mastracci, titolare del centro benessere “Nadine” di Sora, da anni punto di riferimento sul territorio nel settore della bellezza, del benessere, cura della pelle e della prevenzione estetica.

«Il sole rappresenta una delle esperienze biologiche più intense che la pelle viva durante l’anno», spiega Nadine Mastracci. «Molti pensano ancora alla protezione solare soltanto come a una crema da mettere in spiaggia, ma oggi il concetto è molto più ampio. La pelle è un sistema intelligente, dinamico, che durante l’esposizione cerca continuamente equilibrio, idratazione ed elasticità».
Ed è proprio qui che entra in gioco la prevenzione. Non basta evitare la scottatura visibile. I danni del sole possono manifestarsi anche nel tempo: perdita di elasticità, invecchiamento precoce, comparsa di discromie e indebolimento della barriera cutanea.
Secondo l’esperta, uno degli errori più frequenti è quello di scegliere prodotti casualmente, magari solo in base al fattore SPF, senza valutare le reali esigenze della propria pelle. «Ogni pelle reagisce in modo diverso. C’è chi ha una barriera cutanea più fragile, chi tende a disidratarsi rapidamente, chi sviluppa sensibilità o rossori. Per questo è importante affidarsi a professionisti che sappiano leggere i bisogni della pelle e guidare nella scelta dei prodotti corretti».
Nel centro benessere di Sora, la cura della pelle viene affrontata con un approccio a 360 gradi, dove estetica e benessere si intrecciano. Non si parla soltanto di bellezza esteriore, ma di equilibrio cutaneo, salute della pelle e qualità dell’esposizione solare.

Tra le linee professionali proposte nel centro c’è ABT|SUN, un sistema formulativo che interpreta la protezione solare come un vero trattamento evoluto. Un approccio che punta non solo a schermare la pelle dai raggi UV, ma anche a mantenerne comfort, idratazione e qualità biologica durante l’esposizione.
«La pelle durante il sole ricerca armonia fisiologica», sottolinea Nadine. «Per questo oggi si lavora molto su formule avanzate che aiutano la pelle a mantenere morbidezza, elasticità e luminosità anche durante esposizioni prolungate. ABT|SUN interpreta la nuova cultura contemporanea della protezione solare professionale. Una cultura in cui la luce entra in relazione con il Sistema Pelle attraverso equilibrio, intelligenza formulativa e qualità biologica dell’esperienza cutanea».
Uno degli aspetti più innovativi è l’utilizzo dell’Acqua Biotecnologica, una matrice funzionale studiata per sostenere l’ambiente cellulare della pelle. Il risultato, spiegano gli esperti del settore, è un’abbronzatura più uniforme, compatta ed elegante, con una sensazione di comfort superiore anche nelle giornate più calde.
Ma oltre alla qualità del prodotto, resta fondamentale il comportamento individuale. Esporsi gradualmente, evitare le ore più calde, riapplicare frequentemente la protezione solare e mantenere la pelle idratata sono regole ancora troppo spesso ignorate.
«La vera differenza non la fa soltanto il sole che prendiamo, ma il modo in cui scegliamo di prenderlo», conclude Nadine Mastracci. «Proteggere la pelle significa prendersi cura di sé oggi, ma anche preservare il benessere futuro».
In un’epoca in cui la cura del corpo passa sempre più dalla consapevolezza, la protezione solare smette così di essere un gesto automatico da spiaggia e diventa parte integrante di una cultura del benessere, della prevenzione e dell’ascolto della propria pelle.