Serie D – La pazienza è finita. Mentre sul futuro del Sora Calcio continua a regnare l’incertezza e le indiscrezioni su una possibile cessione del titolo sportivo fuori città si fanno sempre più concrete e insistenti, il popolo bianconero è pronto a scendere in campo in prima persona.
Nelle ultime ore, infatti, tra gruppi organizzati, tifosi storici e semplici appassionati starebbe prendendo forma una mobilitazione che potrebbe culminare addirittura con una manifestazione a Roma, sotto la sede della FIGC. Un’iniziativa che verrebbe organizzata nel caso in cui Angelo Tinto dovesse definitivamente decidere di trasferire il titolo, decretando di fatto la scomparsa del Sora Calcio dalla mappa del calcio nazionale.
Ipotesi che necessariamente deve essere presa in considerazione alla luce di diversi elementi tra cui figurano le voci insistenti dal territorio pontino – diversi i post che abbiamo anche riportato sulla nostra testata della società Nuova Latina – e, in ultimo per ordine di tempo, il diniego dello stesso Angelo Tinto all’ultima – in tutti i sensi – offerta del manager ceccanese Denny Lunghi. La sua proposta, giunta alla visione dell’ex presidente bianconero nel tardo pomeriggio di ieri, non è stata ritenuta congrua all’aspettative dello stesso Tinto. Pertanto, fonti vicine a Lunghi ritengono inesorabilmente tramontato il suo avvicinamento alle vicende che tengono una città intera sulle spine.
Secondo quanto trapela dagli ambienti vicini alla tifoseria, sarebbero già stati avviati contatti con altre tifoserie organizzate italiane, da sempre sensibili ai temi legati alla tutela dell’identità sportiva delle città e alla difesa delle tradizioni calcistiche locali. L’obiettivo sarebbe quello di dare vita a una protesta ampia e rumorosa, capace di attirare l’attenzione delle istituzioni sportive nazionali.
Nel frattempo i social network sono diventati il principale sfogo della rabbia dei tifosi sorani. Commenti, appelli, messaggi e prese di posizione si moltiplicano di ora in ora. Il sentimento dominante è quello di chi non vuole assistere passivamente alla possibile fine di una storia lunga oltre un secolo.
C’è amarezza, c’è delusione, ma soprattutto c’è la volontà di combattere fino all’ultimo minuto. Per molti sostenitori bianconeri il Sora non rappresenta soltanto una squadra di calcio, ma un simbolo identitario della città, un patrimonio sportivo e sociale che non può essere cancellato con una firma.
Mentre si attendono sviluppi decisivi nelle prossime ore – ricordiamo il vertice in Municipio con gli imprenditori Mario Russo e Gianluca Esposito Cesariello -, una cosa appare certa: qualora dovesse concretizzarsi il trasferimento del titolo, la reazione della piazza sarebbe tutt’altro che silenziosa. I tifosi sono pronti a far sentire la propria voce e a portare la battaglia ben oltre i confini della città, fino ai palazzi del calcio italiano.