Sora – Furto finito a bastonate, l’arrestato ora è ai domiciliari: la famiglia dell’anziano aveva già chiesto aiuto

Dal furto alla rapina impropria con la vittima finita in ospedale: il soggetto era già noto per precedenti analoghi

È stato convalidato l’arresto del 59enne di Sora  protagonista dell’aggressione avvenuta in un vivaio nel tardo pomeriggio di mercoledì 29 aprile. – LEGGI QUI – Per lui il giudice del Tribunale di Cassino, nella giornata di ieri, ha disposto la misura degli arresti domiciliari.

Si tratta di un soggetto già noto alle forze dell’ordine, con precedenti per reati analoghi e condanne alle spalle. Fino a pochi mesi fa era sottoposto all’obbligo di firma. Nei suoi confronti, inoltre, la famiglia della vittima aveva presentato nel tempo diverse denunce per furti, indicandolo come responsabile di episodi simili.

In passato, tuttavia, non si erano mai registrati episodi di violenza di questa portata. Questa volta, invece, l’azione avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Un furto di due piante si è trasformato in una rapina impropria e, per circostanze fortunate, non è andata peggio. Solo grazie all’intuito dei carabinieri della Compagnia di Sora e alle indagini avviate rapidamente, i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciarlo ed arrestarlo. Un quadro che oggi assume contorni ancora più delicati alla luce di un elemento non secondario emerso: l’uomo avrebbe problematiche di salute mentale. 

La vittima, un uomo di 86 anni con problemi di salute, è stata colpita con un bastone dopo aver sorpreso il ladro all’interno del proprio vivaio. Le ferite riportate, fortunatamente, si sono rivelate lievi, con una prognosi di pochi giorni dopo le cure presso il Santissima Trinità. Ma il bilancio avrebbe potuto essere drammatico.

L’episodio riporta con forza al centro un tema che da tempo attraversa il territorio: quello dei soggetti fragili, con disturbi psichiatrici e precedenti penali, che spesso non vengono adeguatamente presi in carico dal sistema. Mancano strutture, personale e percorsi realmente efficaci di monitoraggio e recupero. Il risultato è un vuoto che, in alcuni casi, si traduce in situazioni di rischio per la collettività.

Un campanello d’allarme che trova riscontro anche in analoghi fatti recentissimi. Martedì pomeriggio, a Torrice, due idraulici sono stati aggrediti durante un intervento da un uomo con problemi psichiatrici, armato di roncola e bastone. Anche in quel caso le conseguenze sono state per fortuna contenute. L’aggressore è stato identificato e denunciato.

Due episodi ravvicinati, a 24 ore di distanza l’uno dall’altro, due storie diverse ma unite da un filo comune: l’assenza di una risposta strutturata e continuativa per gestire situazioni di fragilità che, se lasciate senza controllo, possono trasformarsi in pericolo concreto. E ogni volta, a fare la differenza tra una notizia di cronaca e una tragedia, resta solo la sorte.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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