Nel pomeriggio di ieri, un ennesimo episodio ha riacceso i riflettori sul Complesso Serapide, l’ex fabbrica Tomassi che sorge nel cuore urbano di Sora, tra via Napoli e viale Regina Elena. Un uomo è stato notato mentre s’introduceva all’interno della struttura abbandonata, aggirandosi tra l’area esterna e i resti dell’immobile.
L’individuo è rimasto all’interno del perimetro per diversi minuti: ha spostato materiale, lanciato oggetti oltre la recinzione e raccolto da terra cavi e fili elettrici. Proprio questo dettaglio ha fatto scattare l’allarme tra i passanti e i residenti della zona, intimoriti da un possibile gesto estremo, alla luce dei tragici precedenti che si sono consumati in passato nel sito.
Spinta da senso civico e preoccupazione, una cittadina ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. I Carabinieri della Compagnia di Sora sono giunti tempestivamente sul posto: i militari hanno perlustrato l’area interna ed esterna, ma l’uomo si era già allontanato. Raccolta la descrizione del soggetto, i militari dell’Arma hanno avviato le ricerche nelle vie circostanti per identificarlo e chiarire le motivazioni dell’intrusione.
Un “ecomostro” nel cuore di Sora: degrado, droga e challenge social
Il caso di ieri è solo l’ultimo capitolo di una ferita aperta nel tessuto cittadino. Nonostante la presenza della recinzione metallica, l’ex Tomassi continua a rivelarsi un colino vulnerabile: perdigiorno, malintenzionati e spacciatori persistono a penetrarvi senza troppe difficoltà. La struttura è tristemente nota per essere stata teatro di tragici suicidi, trasformandosi in un vero e proprio “ecomostro” associato al dolore e al degrado.
Oltre allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti, il complesso è diventato da tempo meta di esplorazioni azzardate anche da parte di giovanissimi. In diverse occasioni, gruppi di ragazzi e ragazze si sono introdotti tra le rovine per girare video ed ergersi a protagonisti di “challenge” da pubblicare sui social network, sfidando il pericolo in nome della visibilità online.
Responsabilità condivise e il nodo della riqualificazione
Un quadro allarmante che solleva interrogativi non solo sull’efficacia dei controlli, ma anche sul ruolo delle famiglie. Se da un lato la messa in sicurezza dell’area resta una priorità istituzionale, dall’altro appare evidente come la tutela dei minori non possa prescindere da un solido controllo genitoriale sul tempo libero e sulle condotte dei propri figli.
L’ex Tomassi rimane una pesante “patata bollente” tramandata da un’amministrazione comunale all’altra, in attesa di un progetto di riqualificazione strutturale e definitivo capace di restituire decoro e sicurezza al centro di Sora.


