A Sora, ormai, le rotatorie sembrano spuntare come funghi. E se in molti casi hanno contribuito a migliorare la circolazione, ce n’è una che sta facendo discutere più di tutte. Non tanto per la sua presenza, quanto per il fatto che sembra essere diventata…itinerante.
Da alcune settimane, in zona Selva, all’incrocio tra via Barca San Domenico, via Madonna della Figura e la SP 53 – via Chiesa Nuova, è comparsa una rotatoria provvisoria. Un installazione sperimentale che nel corso dei giorni è stata spostata più volte: qualche metro più avanti, poi indietro, leggermente a destra, quindi di nuovo riposizionata. Un continuo “aggiustamento” che lascia intendere come si stia ancora cercando la collocazione ideale.
Ma è proprio qui che nasce la domanda che in tanti si pongono: serve davvero una rotatoria in quel punto?
Fino a oggi quell’incrocio, pur essendo uno dei principali collegamenti con la superstrada Sora-Ferentino, non aveva mai evidenziato particolari criticità nella gestione del traffico. La circolazione è sempre stata piuttosto fluida e gli automobilisti avevano ormai consolidato le precedenze e le modalità di attraversamento.
Con la nuova configurazione, invece, chi arriva dalla superstrada diretto verso il centro cittadino è costretto a deviare leggermente sulla carreggiata di via Barca San Domenico per poi rientrare immediatamente su via Chiesa Nuova. Una manovra che inevitabilmente interferisce con i veicoli provenienti proprio da via Barca San Domenico, i quali, pur dovendo già rispettare la precedenza, si ritrovano ora le auto che invadono parte della loro corsia.
Situazione analoga per chi arriva dal centro di Sora e deve svoltare a sinistra verso via Barca San Domenico: anche in questo caso i percorsi si intrecciano con quelli dei veicoli provenienti dalla superstrada e quindi da via Madonna della Figura, rendendo la ‘lettura’ dell’incrocio meno immediata rispetto al passato.
Abbiamo raccolto il parere di cittadini e automobilisti che percorrono quotidianamente quel tratto. Il giudizio è pressoché unanime: la rotatoria lì non serve. Anzi, per molti finisce per complicare una viabilità che fino a oggi aveva sempre funzionato. Chi non conosce la novità rischia oggi di trovarsi improvvisamente davanti il manufatto provvisorio, con inevitabili frenate e manovre dell’ultimo momento. Qualcuno evidenzia anche le possibili difficoltà per il transito dei mezzi di soccorso nelle ore di maggiore traffico.
E c’è poi un’altra osservazione che ricorre spesso. Se l’obiettivo è aumentare la sicurezza stradale, perché non concentrare gli interventi sul tratto di via Barca San Domenico che, più avanti, negli anni è stato teatro di numerosi incidenti? È lì, sostengono in molti, che probabilmente sarebbero più utili opere di messa in sicurezza.
Naturalmente, come detto, si tratta di una sperimentazione e, come tale, serve proprio a valutare pregi e difetti prima di assumere decisioni definitive. Ma se il banco di prova è anche il giudizio di chi quella strada la percorre ogni giorno, il responso che emerge finora sembra piuttosto chiaro. La speranza degli automobilisti è che, conclusa la fase di test, si arrivi presto a una decisione definitiva. Anche perché, tra un piccolo spostamento e l’altro, la sensazione è che questa rotatoria stia cercando il posto giusto… senza aver ancora convinto nessuno della sua reale necessità.