Statue sacre decapitate e furti nelle chiese, escalation inquietante in provincia di Frosinone: i sospetti

Dalla Madonna di Lourdes a Padre Pio passando per altri episodi ravvicinati che accendono l’allarme tra fedeli e istituzioni: s'indaga

Un’escalation di episodi inquietanti, tra atti vandalici e furti nei luoghi di culto, sta alimentando un clima di forte preoccupazione nel capoluogo e in tutta la provincia di Frosinone. L’ultimo caso, in ordine di tempo, si è verificato nel pomeriggio del 14 aprile, in via Madonna delle Rose, dove ignoti hanno reciso la testa della statua della Madonna di Lourdes collocata all’interno di una nicchia votiva pubblica.

Secondo quanto ricostruito, il gesto sarebbe stato compiuto tra le 8 e le 15. La testa della statua è stata ritrovata ai piedi della stessa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Frosinone, che hanno effettuato i primi rilievi. Le indagini sono ora affidate alla sezione operativa e alla stazione di Frosinone Scalo, impegnate nell’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

A rendere ancora più grave il quadro è la sequenza ravvicinata di episodi analoghi. Solo pochi giorni fa, infatti, un caso simile si era verificato all’interno della chiesa abbaziale di San Benedetto, in piazza della Libertà, dove nella mattinata di venerdì una statua di Padre Pio è stata trovata decapitata. In quel caso è intervenuta la Polizia di Stato, con il personale della Scientifica impegnato nei rilievi per individuare eventuali tracce utili alle indagini.

Si tratta del terzo episodio registrato a Frosinone nel giro di poco tempo. Prima di Pasqua era stata danneggiata anche una statua della Madonna nella chiesa di Santa Maria Goretti. Un’escalation che, oltre a colpire simboli religiosi profondamente radicati nella comunità, sta facendo emergere interrogativi sulla natura degli atti e sull’eventuale collegamento tra i diversi episodi.

Non solo Frosinone. Segnalazioni analoghe arrivano anche da altri centri della provincia. Ad Anagni, nella chiesa di San Giovanni, una donna immortalata dalle telecamere, a fine marzo, aveva danneggiato una statua e un crocifisso, oltre ad appropriarsi di un paramento sacro. Episodi simili si sono verificati anche ad Arnara, nella chiesa di San Nicola, dove sono stati rubati oggetti liturgici.

Parallelamente, si registra un aumento dei furti all’interno delle chiese del territorio. Nel capoluogo, alla chiesa della Sacra Famiglia sono stati sottratti oggetti liturgici, mentre nella chiesa di San Paolo è stato portato via il lezionario. Colpite anche la chiesa della Madonna della Neve e quella di Sant’Antonio, da cui sono spariti arredi e oggetti sacri.

Un ulteriore episodio si è verificato ad Alatri, nella chiesa di Santo Stefano, dove la statua della Vergine è stata rimossa dalla sua collocazione, capovolta e privata delle corone, mentre è stato rubato anche un crocifisso in ottone.

La condanna di Mastrangeli

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli: «Quanto accaduto in via Madonna delle Rose, con la decapitazione della statua della Madonna di Lourdes, si inserisce in una sequenza di episodi che non possiamo ignorare. Solo pochi giorni fa la nostra comunità era stata colpita dal danneggiamento della statua di Padre Pio nella chiesa abbaziale di San Benedetto. Due gesti ravvicinati che destano profonda preoccupazione e che impongono una riflessione. Non siamo di fronte solo a vili atti vandalici, ma a comportamenti che colpiscono simboli profondamente radicati nella vita della città, mettendo in discussione il rispetto dei luoghi e dei valori condivisi».

Il primo cittadino ha poi espresso fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine: «Confidiamo affinché venga fatta piena luce sugli episodi e siano individuati i responsabili. Sono certo che la comunità reagirà con fermezza, riaffermando i principi che ci uniscono».

Intanto, tra i residenti cresce lo sconcerto. In via Madonna delle Rose, sono stati gli stessi cittadini a mettere in sicurezza la statua danneggiata, rimuovendola dalla nicchia. Resta ora da chiarire chi e perché abbia compiuto gesti così mirati e simbolicamente violenti. Le indagini proseguono senza escludere alcuna ipotesi e i sospetti si concentrano su una donna ripresa in più occasioni dalle telecamere, le Forze dell’ordine stanno procedendo alla comparazione delle immagini e presto il cerchio potrebbe stringersi.

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