Rfi ha presentato il progetto di fattibilità della stazione alta velocità MedioLatium, nel territorio di Frosinone. E’ avvenuto nel corso di una conferenza stampa all’Auditorium di Villa Patrizi, sede centrale di Ferrovie dello Stato Italiane, presenti il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, l’onorevole Nicola Ottaviani ed il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli. L’investimento ammonta a circa 125 milioni di euro, entro dodici mesi si dovrebbe passare all’iter autorizzativo, nel 2028 alla validazione del piano di fattibilità economica e all’avvio della gara. “Se tutto va come è accaduto in questi anni su questo progetto, l’avvio dei lavori può avvenire nel 2030, la fine dei cantieri nel 2033”, ha spiegato il vice premier Salvini. La stazione Reggio Emilia Mediopadana è il modello preso come riferimento per il nuovo possibile hub dell’alta velocità nel basso Lazio.
“Il progetto ha visto l’analisi di alcune alternative progettuali, con una valutazione su costi ed efficacia. Pensiamo a Reggio Emilia: è partita con 30 treni al giorno nel 2013, oggi viaggia con 90. Con Frosinone l’obiettivo è fare lo stesso percorso. Ora lo step successivo è il progetto di fattibilità tecnico economico”, ha affermato Aldo Isi, Ad di Rfi.





Salvini: apertura cantieri nel 2030 e conclusione in 3 anni
Il documento presentato è lo Studio di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFap) concluso da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), d’intesa con il Mit, nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato nel 2020 tra Regione Lazio e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per la realizzazione di una nuova stazione AV sulla linea Roma-Napoli AV/AC al servizio del territorio frusinate. Sono state messe a confronto tre diverse ipotesi di localizzazione – hanno avvertito da Rfi -, valutandone impatti sulla mobilità, costi di realizzazione, sostenibilità ambientale e complessità tecnica”.
Rfi: messe a confronto tre diverse ipotesi di localizzazione
“Al termine delle analisi, la soluzione progettuale a Frosinone è risultata la più efficace e strategica, conquistando il primo posto in tutte le principali valutazioni comparative. A rafforzare la scelta sono state sia l’Analisi Multi-Criteri, che ha evidenziato la superiorità dell’opzione rispetto alle alternative, sia l’Analisi Costi-Benefici, che ha confermato la sostenibilità economica e sociale dell’intervento”.
Il percorso amministrativo e operativo entrerà nel vivo già dal 2026, con l’avvio del progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte). L’opera avrà un impatto su un bacino che comprende oltre 110 Comuni, con circa un milione di abitanti e più di 200 mila lavoratori.
Frosinone-Roma in mezz’ora. 4 binari e 2 marciapiedi al coperto
La nuova infrastruttura – scommettono sempre da Rfi – migliorerà in modo significativo i collegamenti con i principali nodi dell’Alta Velocità italiana — da Roma a Milano, Torino, Bologna, Firenze e Napoli — garantendo tempi di viaggio più rapidi e una maggiore accessibilità per cittadini e imprese e sarà possibile raggiungere la capitale da Frosinone in mezz’ora. Il progetto prevede una stazione a quattro binari con due marciapiedi laterali completamente coperti e collegamenti sicuri attraverso un sottopasso. Accanto agli spazi dedicati ai passeggeri e ai servizi di stazione, l’infrastruttura sarà dotata di un’ampia area di interscambio per favorire l’integrazione tra Alta Velocità, trasporto pubblico e mobilità locale.


Rocca: contrasteremo anche lo spopolamento delle province
“Ringrazio il ministro Salvini. Ancora una volta siamo stati di parola, abbiamo preso un impegno con questo territorio e l’abbiamo mantenuto, e questo mi riempie di orgoglio”, ha commentato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. “Oggi – ha aggiunto – noi sigilliamo questo patto con l’avvio della Tav su Frosinone che si unisce a un lavoro di recupero fatto sul territorio. Tutti asset fondamentali per raggiungere velocemente le nostre province. Potersi collegare in 30 minuti a Roma Tiburtina è un qualcosa di straordinariamente importante, anche per contrastare lo spopolamento che vede protagoniste le nostre province. La Regione Lazio farà la propria parte, ha concluso il governatore.
Mastrangeli: Frosinone diventerà punto d’incontro tra Sud e Nord
“Frosinone AV Medio Lazio. Già il nome fa capire che qui non si parla di una semplice Stazione. Si parla di una nuova centralità per tutto il nostro territorio. La Ciociaria sta per diventare il punto d’incontro tra Roma, il Sud, il Nord Italia e l’Europa. E oggi questo futuro è molto più vicino”, ha dichiarato il sindaco del capoluogo, Riccardo Mastrangeli. “Sfioriamo i 2,3 milioni di persone come possibile utenza – ha aggiunto -, tra frusinate, Ciociaria, alto casertano. È un sogno che coltiviamo, oggi facciamo un ulteriore passo avanti con queste progettualità”.
Ottaviani: fase paragonabile per importanza all’arrivo dell’autostrada
“Questo, sul Lazio, non era mai avvenuto – ha assicurato da parte sua l’onorevole Nicola Ottaviani -. Ecco perché questa opportunità è qualcosa di molto simile a quello che avvenne nel secolo scorso, negli anni 60, quando la provincia di Frosinone insieme al basso Lazio, riuscì a beneficiare di tutto l’indotto che proveniva dalla costruzione della tratta autostradale tra Roma e Napoli. Questo significa investire bene, credere nei grandi progetti e, soprattutto, essere vicini a quelle che sono le necessità dei nostri giovani, delle nostre famiglie e delle nostre aziende, utilizzando al meglio le risorse pubbliche dello Stato”.
Il pieno sostegno espresso da Unindustria e dalla Cisl Lazio
Secondo Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria, “questo è un momento importante per il nostro territorio e per tutto il sistema produttivo del Lazio. Da tempo chiedevamo una stazione dell’Alta Velocità in questa area e investimenti concreti sulle infrastrutture strategiche: oggi arriva un segnale forte e atteso dalle imprese qualificante per lo sviluppo economico del territorio”.
Il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli, ha sottolineato che ci troviamo di fronte ad “una notizia storica per tutto il territorio del Basso Lazio e per l’intero sistema economico e produttivo regionale. Parliamo di un’infrastruttura strategica che può finalmente colmare un gap storico sul fronte della mobilità, dell’accessibilità e della competitività di un’area che da anni attende investimenti concreti e visione istituzionale”.