Dopo la cancellazione delle due Alfa Romeo premium volute da Sergio Marchionne nello stabilimento di Cassino e la cancellazione di entrambe dai piani presentati a Detroit dal ceo Antonio Filosa, è intervenuto un portavoce Stellantis – rilanciato dalle agenzie di stampa specializzate -, a precisare che “Giulia e Stelvio resteranno in produzione fino al 2027, incluse le versioni Quadrifoglio, a testimonianza di un approccio pragmatico che bilancia in modo coerente la transizione futura, le aspettative dei clienti e l’eredità del brand. Alfa Romeo sta studiando soluzioni per continuare a competere nel segmento D con nuove interpretazioni dell’attuale gamma composta da Giulia e Stelvio, restando fedele al proprio Dna orientato alle prestazioni e adattandosi all’evoluzione del mercato”.
Il rappresentante della multinazionale francese ha aggiunto che “Il brand farà leva su piattaforme flessibili per introdurre progressivamente soluzioni multi-energia, incluse motorizzazioni ibride ed elettriche. Maggiori dettagli saranno comunicati in una fase successiva”. Peraltro e complessivamente – ha precisato – “Alfa Romeo sta eseguendo la propria strategia con disciplina e visione, ponendo il prodotto al centro di ogni decisione. L’attuale gamma si fonda su pilastri solidi: Junior come driver di volume, Tonale come modello globale chiave (più di 100.000 unità prodotte) e la 33 Stradale come vera halo car, capace di esprimere e rafforzare la desiderabilità del marchio”.
Nuovi modelli su piattaforme diverse dalla Stella Large
Ammesso che, visto come si sono messe le cose, il Biscione continuerà a far parte del futuro di quel che resta del sito ex Fiat Cassino, nonostante le ultime autentiche Alfa Romeo siano proprio le Giulia e Stelvio che escono ormai poco e a fatica dalle catene di montaggio di Piedimonte San Germano, i francesi si affannano a giurare che “Alfa Romeo farà leva sulla scala globale di Stellantis, differenziando al contempo la propria offerta per continuare a sviluppare autentiche Alfa Romeo, rafforzando ulteriormente il proprio posizionamento distintivo come marchio unico e iconico. (…) Il brand beneficerà di piattaforme, tecnologie e propulsori condivisi per ampliare la propria presenza nei segmenti chiave, in particolare B e C, nell’ambito del piano Fastlane 2030″ presentato a Detroit”.
Il portavoce Stellantis assicura che “verrà introdotto un nuovo C-Suv su piattaforma Stla M (quindi non a Cassino che ha la Stella Large – nda), con motorizzazioni multi-energia, per competere nel cuore del mercato: una vera Alfa Romeo, prodotta in Italia, progettata per distinguersi per qualità degli interni, prestazioni e piacere di guida”, mentre “una nuova hatchback di segmento C, basata sulla piattaforma multi-energia Stla Onr, porterà tecnologie avanzate ed efficienza su tutte le motorizzazioni), neppure quest’ultima potrà essere prevista a Piedimonte sempre per il requisito della piattaforma. Sparite, insomma, le tracce delle nuove Giulia e Stelvio ibridizzate che sarebbero dovute uscire dalle officine cassinati nel 2028.
L’amaro richiamo alla Giuletta che era ancora prodotto italiano
Nella nota della società, per sottolineare i contenuti della tradizione (che ormai Stellantis non ha più, dopo aver pervicacemente da sei anni cancellato ogni traccia d’italianità), si richiama, tra l’altro, alla continuità “con icone” come la Giulietta, modello prodotto a lungo a Cassino con successo indiscutibile nelle vendite. Ulteriore elemento di amarezza di fronte alla decisione di escludere il sito cassinate dal piano industriale.
Ma anche la conferma che in quel futuro disegnato da Filosa non è solo Piedimonte San Germano ma l’intera Italia ad essere messa in un angolo. Complimenti a chi, come il ministro Urso, continua a non perdere occasioni per esultare per il Piano Stellantis che ha già affossato e taglierà altri pezzi delle residue produzioni alla prima manifattura tricolore. Del resto la riduzione da 800mila vetture della capacità degli stabilimenti del Gruppo annunciata da Filosa chi colpirà secondo il Mimit? Una notizia: almeno 300mila auto di capacità saranno sottratte proprio al Paese che questo governo dovrebbe per lo meno tentare di proteggere.