- Consigliere Iacovissi, dopo aver annunciato e votato scheda bianca al primo scrutinio per sottrarvi a trattative e trasversalismi, avete cambiato strategia. Come si muove il Psi?
“Sia io che il consigliere Armando Papetti – che ringrazio sentitamente per la preziosa collaborazione e la costante sintonia che dimostriamo in ogni occasione – abbiamo scelto inizialmente la scheda bianca perché volevamo restare alla larga da qualsiasi manovra che potesse adombrare trasversalismi. Tra noi c’è un forte affiatamento che va ben oltre la pura costruzione della coalizione elettorale: condividiamo la stessa visione su una serie di questioni cruciali, inclusa questa. Siamo convinti che, senza la nostra iniziativa, difficilmente la vicenda della presidenza del Consiglio comunale potrà sbloccarsi. Io e il consigliere Papetti abbiamo offerto una via d’uscita dall’impasse dell’aula proponendo una soluzione istituzionale che poggia sulla figura del “consigliere anziano” (ovvero il consigliere che ha ottenuto il maggior numero di preferenze, ndr)”.

- La via istituzionale da seguire contro lo stallo istituzionale…
“Infatti. Come noto, il TUEL individua in questa figura il cardine del sistema nel momento in cui l’organo sia privo di un Presidente. Tant’è vero che al consigliere anziano è affidata la presidenza della prima seduta di insediamento dell’assise. Oggi, di fatto, l’Ufficio di Presidenza non esiste più a seguito delle dimissioni di tre membri su cinque. È quindi difficile sostenere che si possa andare avanti come se nulla fosse: per noi quell’organo è decaduto. La normativa prevede che – in assenza del Presidente e dell’Ufficio di Presidenza – le sedute vengano convocate dal Sindaco e presiedute proprio dal consigliere anziano, che diventa così la figura centrale per garantire il funzionamento dell’aula”.
“La nostra fortuna è di avere a disposizione una via d’uscita istituzionale”
“Per sbloccare lo stallo abbiamo proposto un nome autorevole, una persona di lunga esperienza e sempre moderata nei toni: Angelo Pizzutelli. La nostra fortuna è avere a disposizione questa via d’uscita. A ben guardare, se si osserva la geografia politica e numerica del Consiglio comunale, per chiunque altro sarebbe estremamente difficile arrivare a 17 voti, che è il quorum minimo richiesto”.

- Come si procederà nelle prossime sedute? Si parla dell’ipotesi di effettuare solo due scrutini per volta.
“Nel corso dell’ultima seduta si è dibattuto a lungo sulla possibilità o meno di procedere con votazioni ad oltranza. A mio avviso, la normativa va interpretata nel senso che non prevede espressamente le votazioni ad oltranza, ma nemmeno le esclude. Una valutazione complessiva delle norme del TUEL, nell’ottica di garantire la piena funzionalità del Consiglio, suggerisce che l’elezione del Presidente non possa esaurirsi nelle prime due votazioni, ma debba andare oltre. Altrimenti si rischia l’horror vacui: se accettiamo l’idea che ogni seduta debba limitarsi a soli due scrutini, ci assumeremo il rischio di perpetuare all’infinito questa situazione di stallo”.
“La situazione è radicalmente mutata rispetto a prima della seduta consiliare del 3 luglio. Fino a quando si sosteneva che l’Ufficio di Presidenza fosse ancora in piedi, si poteva configurare una fattispecie di continuità. Adesso lo scenario 0è diverso. Riteniamo opportuno soffermarci su questa proposta e rilanciarla: alla luce degli attuali equilibri consiliari, l’unica soluzione in grado di garantire l’uscita dalla crisi istituzionale è una scelta condivisa che poggi sul consigliere anziano. Anche nei prossimi scrutini continueremo a votare per l’unica figura che riteniamo idonea a superare la crisi, senza nulla togliere a qualunque altro consigliere comunale che si candidasse a quel posto”.
“Potremmo chiudere la consiliatura in modo positivo dopo anni poco edificanti”
- Insomma, vedete in Angelo Pizzutelli l’unico rimedio contro la serie di fumate nere?
“C’è un elemento decisivo a supporto della candidatura di Angelo Pizzutelli: lui rappresenta il naturale punto di caduta in caso di stallo. Quale migliore occasione, quindi, per uscire dalle sabbie mobili ed evitare il prolungamento della crisi? Continuare ad assistere a sedute inconcludenti e fumate nere, senza riuscire a individuare una figura che sia garante dell’aula, diventa un pessimo viatico per l’ultimo anno di consiliatura. Visto che questo mandato non è stato particolarmente edificante – avendo registrato fenomeni di trasformismo e un’altissima percentuale di cambi di schieramento e di gruppo – questa occasione può trasformarsi da elemento di debolezza in elemento di forza, consegnando subito al Consiglio una figura autorevole e di garanzia capace di raccogliere il sostegno di tutti”.
- Siete stati contattati dal Sindaco o dalla maggioranza di centrodestra in merito a questa proposta istituzionale?
“Al momento non abbiamo ricevuto alcun contatto. Noi ribadiamo che quella di Angelo Pizzutelli è l’unica soluzione percorribile se si vuole dare uno sbocco istituzionale alla crisi. Insistiamo su questa proposta e continueremo a votare il consigliere anziano, così come abbiamo fatto a partire dal secondo scrutinio”.
- Una parte consistente del resto della minoranza ha preferito convergere sull’ex sindaco Paolo Fanelli. Cosa ne pensa?
“Rispetto le decisioni di tutti, ma l’esito delle votazioni dimostra che il raggiungimento del quorum per quella candidatura è assai lontano. La nostra proposta è scaturita subito dopo il primo scrutinio proprio perché ci eravamo resi conto che la situazione si stava balcanizzando. Non è politicamente commendevole andare avanti con uno stallo di questo tipo, in assenza di un Presidente e dell’Ufficio di Presidenza. Riteniamo che il sostegno a Pizzutelli da parte mia e di Papetti sia l’unica soluzione concreta, ed è l’unica candidatura che sosterremo. Se continuiamo così, sarà comunque lui a dover presiedere le sedute da consigliere anziano; allora diamo un segnale di forza politica ed eleggiamolo. Massimo rispetto per la candidatura di Fanelli o per altri nomi rispettabili, ma dobbiamo fare un ragionamento di carattere anzitutto pratico”.
“Non si capisce più chi sta con chi ed a fare cosa: tutto mutato dopo il 2022”
- Quali sono le sue considerazioni politiche complessive su quanto sta accadendo a Palazzo Munari?
“Dovremmo cogliere questa opportunità per far compiere un salto di qualità al Consiglio comunale, almeno in questo ultimo anno di mandato. Negli anni passati l’azione amministrativa non ha brillato, proprio a causa di un trasformismo esasperato che ha modificato e sovvertito l’esito delle urne del 2022. Se un elettore si fosse assentato nel 2022 e tornasse in aula oggi, si troverebbe davanti a uno scenario completamente mutato. Siamo di fronte a un distacco totale tra il Consiglio comunale e gli orientamenti reali della città. Il Consiglio sembra vivere in una bolla, poiché i suoi equilibri interni non trovano più corrispondenza nel tessuto cittadino. Oggi non si capisce più chi sta con chi e per fare cosa; il fatto che l’aula non sia nemmeno nelle condizioni di individuare un Presidente dimostra una fragilità di fondo. Le manovre di trasversalismo esasperato non hanno ottenuto i risultati sperati. Rivolgo quindi un appello alla responsabilità e al senso istituzionale di tutti: concentriamo l’attenzione su un unico candidato istituzionale e usciamo da questa crisi».
“Le vicende consiliari non coinvolgono le dinamiche dei partiti di centrosinistra”
- Il quadro emerso descrive però una futura competizione elettorale con risultato potenzialmente contendibile tra due schieramenti coesi e contrapposti, o vede dinamiche diverse?
“L’iniziativa mia e di Papetti non nasce per mettere in difficoltà nessuno, tantomeno il centrosinistra. Al contrario, nasce dal presupposto che una figura autorevolissima dello stesso centrosinistra sia perfettamente in grado di assurgere alla presidenza del Consiglio comunale. Abbiamo proposto una soluzione che semmai rimuove gli ostacoli. Sulle ricadute politiche complessive vedo poco: questa vicenda attiene strettamente alla geografia interna dell’aula. Le dinamiche del centrosinistra investono i partiti, e io sono storicamente contrario a un trasversalismo che abbia come unico obiettivo vincere le elezioni senza una visione comune. Il vero male di questa consiliatura è stato proprio il puntare alla vittoria a tutti i costi, senza rendersi conto del tipo di squadra e di progetto che si voleva proporre alla città. Serve un centrosinistra aperto alle forze civiche, ma che mantenga una profonda condivisione sui temi di fondo. Sono radicalmente contrario a un’amministrazione intesa come mero approccio burocratico che prevale sulla politica: del resto la politica, se non si fonda su scelte e valori condivisi, alla fine si rivela amministrativamente inefficace”.