Stellantis e automotive, Cgil Lazio e Fiom: “Primo segnale dalla Regione”. Consorzio industriale: piano anti-crisi

Il dibattito in corso a livello istituzionale e sindacale su come arginare il crollo del comparto produttivo tra sito di Piedimonte e indotto

Il vertice regionale di ieri sulla crisi automotive col vicepresidente e assessore regionale, Roberta Angelilli e le parti sociali – LEGGI QUI – ha visto anche la partecipazione della Cgil di Frosinone Latina e della Fiom Cgil di Frosinone e Latina. Ovviamente l’attenzione è stata concentrata sul distretto di Cassino dove nel solo stabilimento di Stellantis lavorano circa 2.300 dipendenti e che ha visto crollare la produzione nei primi 6 mesi a livelli inferiori a quelli registrati durante la pandemia. “Una crisi- commenta Andrea Di Traglia, segretario generale Fiom Cgil Frosinone-Latina – che ha un effetto di trascinamento su tutto il settore e sull’indotto, che coinvolge oltre 30 mila lavoratrici e lavoratori, perché Stellantis sullo stabilimento di Cassino non ha un piano industriale, né una missione produttiva chiara sull’elettrico e sull’ibrido. È necessario che istituzioni e parti sociali richiamino alle proprie responsabilità la multinazionale”.

Andrea Di Traglia

“Ora un tavolo tematico su Cassino: rafforzare il sostegno al reddito”

“Riteniamo un primo segnale – sottolinea una nota congiunta Cgil Lazio e Fiom Frosinone-Latina – l’impegno della Regione Lazio ad adottare misure per contrastare questa crisi e la ripresa del confronto sulle strategie da mettere in campo. Per questo abbiamo chiesto di dare continuità al confronto con l’apertura di un tavolo tematico su Cassino con la presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e dell’Assessore al lavoro, Giuseppe Schiboni, al fine di ottenere risposte da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e di Stellantis, il rafforzamento delle misure di sostegno al reddito, oltre gli ammortizzatori, per le lavoratrici e i lavoratori colpiti dalla crisi e l’apertura di un confronto sul tema della neutralità tecnologica, nel quale deve essere coinvolto lo stabilimento di Cassino con l’obiettivo di garantire una diversificazione delle motorizzazioni e di classe. Siamo convinti che solo attraverso un piano di rilancio condiviso, sostenuto da investimenti importanti in ricerca e sviluppo e processi di internazionalizzazione, si possa scongiurare il depauperamento di un’area importante del nostro territorio e del Paese”.

Natale Di Cola, segretario generale della CGIL di Roma e Lazio

Trequattrini: saranno messi a disposizione 7,5 milioni di fondi regionali

Da parte sua il commissario straordinario del Consorzio Industriale del Lazio, Raffaele Trequattrini, ha annunciato che le istanze emerse da parte del mondo sindacale e datoriale “saranno recepite nel programma operativo che stiamo realizzando con Lazio Innova e l’assessorato e che andrà in giunta non oltre la fine del mese per l’approvazione, cui seguiranno i bandi”. Nel programma operativo “saranno contenute, oltre a un’analisi della crisi che sta colpendo il territorio, una serie di politiche che verranno realizzate a stretto giro nella prospettiva di risolvere la crisi- ha spiegato Trequattrini- Per la risoluzione di questa crisi dell’automotive saranno messe a disposizione delle risorse, pari a circa 7,5 mln di fondi regionali più quello che del fondo BEI l’assessorato deciderà di destinare, e oltre a questo saranno messe in evidenza le modalità organizzative per rendere possibili queste linee di intervento”.

Dagli incentivi alle imprese a riconversione e politiche della formazione

Per risolvere una crisi così problematica come quella di Stellantis “deve coesistere un sistema strutturato di politiche: incentivi alle imprese per l’innovazione, la riconversione e l’ammodernamento, senza dimenticare i fondi FSC necessari alla realizzazione delle infrastrutture sul territorio, fondamentali per l’attrazione degli investimenti, e le politiche per la formazione necessarie alla riconversione dei lavoratori”, ha concluso Trequattrini.

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