Stellantis, l’allarme di Fiorini (PSI): “Cassino a un passo dalla chiusura”

La dura analisi di Lorenzo Fiorini tra delocalizzazioni, accuse al Governo e timori per il futuro dell’automotive italiano

Lo stabilimento Stellantis di Cassino è a un passo dalla chiusura. Il tanto atteso piano industriale che Filosa presenterà a fine maggio, secondo Lorenzo Fiorini del PSI, sancirà un ulteriore ridimensionamento delle strutture produttive di Cassino e di Poissy. In particolare, Cassino sarebbe destinata all’assemblaggio di city car prodotte in Cina dalla Leapmotor, di cui Stellantis detiene il 20% attraverso la joint venture Leapmotor International.

La guerra nel Golfo avrebbe inoltre messo in fuga i capitali arabi interessati ai brand Alfa Romeo e Maserati, segnando – sempre secondo Fiorini – la fine del glorioso stabilimento cassinate. Si passerebbe così da progetti interamente sviluppati in Italia al semplice montaggio di utilitarie realizzate da una fabbrica orientale nata meno di dodici anni fa. Un passaggio che evidenzierebbe il gap accumulato in pochi anni dall’industria automobilistica europea.

Nel mirino finisce anche la politica industriale nazionale. Fiorini parla di limiti evidenti e di una linea “inadeguata, attendista e mai incisiva” da parte del Governo Meloni. Le vertenze industriali affrontate, sostiene, avrebbero avuto effetti pesanti sullo stato sociale, con un ricorso agli ammortizzatori sociali mai così elevato. Emblematico, in questo senso, il caso dell’ex Ilva di Taranto.

Critiche anche al Ministero del Made in Italy, la cui utilità viene apertamente messa in discussione: “Di made in Italy, se si continua così, resterà ben poco”. Con Cassino, aggiunge, si rischia di perdere un presidio fondamentale della metalmeccanica italiana e un patrimonio di competenze costruito in decenni.

I numeri, secondo Fiorini, non lasciano spazio all’ottimismo: appena 17 giorni di lavoro dall’inizio dell’anno renderebbero “folle” pensare a nuove piattaforme produttive nel piano di maggio. Il futuro appare già segnato. Con la morte di Sergio Marchionne si sarebbe chiusa un’epoca, mentre la delocalizzazione – accelerata anche sotto la gestione Tavares – confermerebbe un destino ormai compromesso per l’automotive in Italia.

“Responsabilità di tutti”

Le responsabilità, prosegue, sarebbero però diffuse e stratificate: vent’anni di politiche economiche inadeguate, una classe politica definita opportunista e una visione europea incapace di trovare una sintesi tra Mitteleuropa e area mediterranea. In questo contesto, la linea della Commissione guidata da Ursula von der Leyen viene indicata come simbolo di una strategia fallimentare.

Per Cassino, l’apertura al mercato cinese rappresenterebbe solo “un magro contentino”, utile a evitare tensioni tra governo e parti sociali. Se si trattasse di una scelta pianificata, aggiunge Fiorini, sarebbe la prova di una svendita di un settore strategico come l’automotive.

Lo scenario delineato è quello di una progressiva uscita dell’Italia dalla produzione di massa, ormai spostata verso Paesi come Serbia, Brasile e Nord Africa. Il rischio evocato è quello di un nuovo caso Termini Imerese. Da qui l’appello al Governo ad adottare misure concrete e strutturali, incluso il ricorso al golden power.

Fiorini critica anche alcune iniziative ritenute anacronistiche, come le assemblee delle regioni produttrici di auto, e boccia l’idea che l’esecutivo possa rilanciare il settore con interventi straordinari. “Manca visione politica e massa critica”, afferma, denunciando quella che definisce come l’assenza di autorevolezza dell’attuale Governo.

Non meno dura la valutazione sul fronte europeo: “Totale assenza” da parte degli eletti nel Lazio, accusati di non aver promosso incontri con la proprietà né progetti di rilancio, ad esempio puntando su tecnologie innovative come l’idrogeno.

Infine, l’affondo politico. Fiorini descrive un Governo concentrato sulla propria sopravvivenza, segnato da polemiche e vicende controverse, e incapace – a suo giudizio – di tutelare i diritti del Paese. Da qui la richiesta netta: dimissioni e ritorno al voto.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Pd Cassino, il congresso elegge Lorenzo Vita alla segreteria e Fernando Cardarelli alla presidenza

Succedono a Romeo Fionda e Sergio Marandola. L'assemblea ha eletto anche due vicesegretari: Walter Bianchi e Francesco Torrice

Discarica di Cerreto, la carica dei 500 a Pontecorvo: in fila per firmare la petizione Ue contro la riapertura

Il successo dei banchetti alla Villetta trasforma la protesta per la sottoscrizione in una vera e propria sollevazione: no ai piani regionali

Comune di Frosinone, Ferrara: “Cirillo e Venturi hanno creato il problema e ora se ne lamentano col prefetto”

Il presidente facente funzioni del Consiglio comunale replica all'esposto che chiede lo scioglimento dell'assise: "Nessuna paralisi"

Consorzi di Bonifica: confronto tra il nuovo presidente di Anbi Lazio, Conti e l’assessore Righini

Lino Conti, nell’occasione accompagnato dal Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna, ha ringraziato Righini. Risorse garantite dalla Regione

Alatri, affidati i lavori per la messa in sicurezza di via Campo le Fraschette: l’annuncio di Dell’Uomo

Dopo le polemiche, il Comune annuncia l’avvio dell’intervento. Il Delegato alla Manutenzione: “I problemi si risolvono con il lavoro”

Ceccano – La Notte Verde sfida anche la pioggia: acqua, agricoltura e ambiente per il futuro del territorio

Dal ruolo dei Consorzi di bonifica all’acqua come risorsa e attrattore turistico, fino al confronto sul vero ambientalismo europeo
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -