Stop al telemarketing, misure estese anche alla telefonia: ecco quando

L’emendamento approvato in Commissione non è una norma già vigente, ma una modifica proposta al testo in sede parlamentare

Nelle ultime ore si è diffusa una notevole confusione attorno all’emendamento approvato in Commissione Finanze del Senato che estende anche al settore delle telecomunicazioni le limitazioni alle telefonate commerciali già previste per il mercato dell’energia e del gas.

In molti hanno parlato di norme già operative, altri hanno sostenuto che le nuove regole sarebbero immediatamente applicabili, mentre non sono mancate interpretazioni che attribuiscono all’emendamento effetti retroattivi sui contratti già conclusi.

La realtà normativa è però diversa da quella che emerge da molte ricostruzioni circolate in queste ore. Ed è opportuno chiarirla, perché la vicenda richiama un principio fondamentale del nostro ordinamento: una disposizione approvata in Commissione non è automaticamente una norma vigente.

Il punto di partenza è il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, (Decreto Accise ter) recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali. Come ogni decreto-legge adottato ai sensi dell’articolo 77 della Costituzione, il provvedimento è entrato in vigore subito dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e precisamente il 1° maggio 2026. Da quel momento le disposizioni originariamente contenute nel testo governativo hanno iniziato a produrre effetti giuridici e continueranno a farlo fino alla conversione in legge.

È proprio qui che si innesta l’equivoco che oggi alimenta gran parte del dibattito pubblico

L’emendamento approvato in Commissione non è una norma già vigente, ma una modifica proposta al testo in sede parlamentare, e finché il procedimento di conversione non sarà concluso e la legge non sarà promulgata e pubblicata, quella disposizione resta una previsione in itinere, priva di efficacia giuridica esterna.

In altre parole, l’approvazione in Commissione sebbene rappresenti un passaggio significativo, non determina, di per sé, alcuna entrata in vigore.

Bisogna chiarire che il decreto-legge e gli emendamenti viaggiano infatti su due binari temporali differenti.

Le norme originariamente contenute nel decreto-legge producono effetti sin dall’entrata in vigore del decreto stesso, le disposizioni introdotte successivamente, invece, diventano efficaci soltanto con la legge di conversione. Fino a quel momento non possono essere invocate dai cittadini, dalle imprese, dalle autorità amministrative o dai giudici.

Da qui deriva una conseguenza pratica di grande rilievo, tornando all’emendamento in questione, le nuove limitazioni al telemarketing nel settore delle telecomunicazioni, pur essendo state approvate dalla Commissione Finanze del Senato, non sono oggi operative. Le aziende del comparto continuano a essere soggette alla disciplina attualmente vigente fino all’entrata in vigore della legge di conversione. Prima di allora, l’emendamento sul telemarketing non può incidere sui contratti già conclusi, né può rendere improvvisamente illegittime attività svolte quando la norma ancora non esisteva nell’ordinamento.

Quando entreranno in vigore

Dopo l’entrata in vigore, la disposizione estenderà ai servizi di telecomunicazioni il modello già previsto per il mercato dell’energia e del gas, consentendo contatti telefonici commerciali soltanto in presenza di una richiesta effettuata direttamente dal consumatore oppure di uno specifico consenso espresso dal cliente. Viene inoltre confermato l’obbligo di utilizzare numerazioni che identifichino univocamente il professionista e la sanzione della nullità del contratto concluso in violazione delle nuove regole.

Si tratta di misure che, se confermate nel testo definitivo, potrebbero modificare profondamente le modalità operative di una parte significativa del mercato delle telecomunicazioni. Proprio per questo è fondamentale evitare letture affrettate.

In tempi nei quali la velocità dell’informazione tende spesso a sovrapporsi alla precisione giuridica, ricordare questa distinzione non è un esercizio accademico. È una condizione essenziale per comprendere correttamente il funzionamento delle istituzioni e la reale portata delle norme che disciplinano la vita dei cittadini e delle imprese. – Fonte www.consumerismoniprofit.it –




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