Stroncata da una leucemia acuta, la lettera dei familiari della signora Giuseppina ai medici

Nonostante il drammatico epilogo, il marito e i figli della donna hanno voluto ringraziare i medici del Policlinico Umberto I

Dal Policlinico Umberto I di Roma raccontano la storia della signora Giuseppina, colpita da una forma di leucemia mieloide acuta. I medici della struttura hanno fatto il possibile per salvarle la vita ma, purtroppo, la donna non ce l’ha fatta. Il marito Mario e i figli, Roberto e Stefania, hanno voluto ringraziare i sanitari per le cure e le premure dedicate all’amata Giuseppina. Dal Policlinico condividono la commovente lettera ringraziando Mario, Roberto e Stefania “Per queste belle e profonde parole che ci hanno dedicato. Abbiamo fatto il massimo umanamente e professionalmente per Giuseppina e abbracciamo la sua famiglia”.

La lettera

“Siamo il marito e i figli della Signora Giuseppina, colpita in aprile da una forma di leucemia mieloide acuta che non le ha lasciato scampo, portandocela via il 9 giugno. Nei 2 mesi di drammatica convivenza con questa terribile malattia, siamo venuti a contatto con il reparto di Ematologia del Policlinico Umberto I e con il personale che vi opera sotto la direzione del professor Massimo Breccia. Abbiamo conosciuto questo staff di fantastiche persone che, con grande umanità e professionalità, ha seguito Giuseppina, regalandole tempo prezioso da trascorrere in famiglia nel modo più dignitoso e sereno possibile. Purtroppo, da subito è stato chiaro che per lei non ci sarebbe stato scampo e, malgrado questo, mai sono venute meno le attenzioni professionali ed umane dell’Unità di Cure Palliative, diretta dal dottor Claudio Cartoni, e del gruppo di assistenza domiciliare che opera con i malati non ricoverati. Nel nostro dolore, ci è stato di immenso conforto il loro operato quotidiano, che tanto ha significato per Giuseppina concedendole quella serenità che non l’ha abbandonata fino all’ultimo. Scriviamo per esprimere la nostra riconoscenza ad uno staff di eccezionale levatura morale, umana e professionale, che sicuramente può essere preso ad esempio di cosa in Italia funziona nella sanità pubblica”.

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