Le tradizionali vacanze di una o due settimane lasciano sempre più spazio a brevi soggiorni distribuiti durante l’anno. È questa la fotografia che emerge da un’analisi condotta dalla travel tech italiana Salabam Solutions su oltre 500mila prenotazioni, che evidenzia un cambiamento ormai consolidato nelle abitudini di viaggio degli italiani.
Secondo lo studio, la durata media di una vacanza si è ridotta a soli 2,7 giorni. Un dato che conferma la diffusione degli “smart break”, ovvero brevi pause concentrate nei weekend, nei ponti o in occasioni particolari, preferite da un numero crescente di viaggiatori rispetto alle ferie lunghe concentrate in un unico periodo dell’anno.
Non cambia soltanto la durata dei soggiorni, ma anche il modo di organizzare le partenze. La finestra media tra prenotazione e viaggio si attesta oggi a 51 giorni, ma aumenta il numero di persone che decidono all’ultimo momento, soprattutto per le destinazioni italiane. Se i viaggi intercontinentali verso mete come Giappone o Stati Uniti continuano a richiedere una programmazione di mesi, il turismo domestico è sempre più caratterizzato da scelte rapide e spesso influenzate da offerte, meteo e disponibilità immediate.
L’Italia continua comunque a essere la destinazione preferita. Oltre il 62% delle prenotazioni analizzate riguarda infatti località nazionali. Molto distanziate Francia e Spagna, che si fermano rispettivamente sotto il 6% e poco sopra il 5%. Un dato che conferma la forza del turismo di prossimità e la preferenza per mete facilmente raggiungibili senza lunghi spostamenti.
Tra le tendenze più evidenti emerge anche una crescente attenzione ai costi. Gli italiani non rinunciano a viaggiare, ma cercano soluzioni più convenienti. Sempre più diffuse sono le cosiddette “destinazioni satellite”, località vicine ai grandi poli turistici che consentono di risparmiare su pernottamenti e servizi mantenendo comunque la possibilità di visitare le attrazioni principali.
In Italia, ad esempio, cresce l’interesse per Mestre come punto di appoggio per visitare Venezia, mentre all’estero molte famiglie scelgono piccoli centri nei dintorni di Parigi per raggiungere Disneyland contenendo le spese.
Anche le preferenze per le strutture ricettive raccontano un cambiamento nelle abitudini. Quasi tre prenotazioni su quattro, il 72,9%, riguardano hotel tradizionali. Molto più contenuta la quota di appartamenti e bed & breakfast. Nei soggiorni brevi prevale infatti la ricerca della praticità, con servizi immediati e organizzazione ridotta al minimo.
Lo studio evidenzia inoltre come le scelte di viaggio dipendano sempre più dalla composizione del gruppo. I genitori single privilegiano località ben organizzate e ricche di servizi, come la Riviera Romagnola. I gruppi di amici si orientano verso destinazioni con una forte componente di intrattenimento, mentre le famiglie numerose scelgono mete flessibili che spaziano dalla montagna estiva ai parchi tematici.
Un altro fattore che sta modificando le abitudini turistiche è il cambiamento climatico. Le temperature elevate spingono un numero crescente di persone verso il cosiddetto “coolcationing”, ovvero la scelta di località più fresche durante l’estate. Montagna e Paesi del Nord Europa registrano infatti un interesse crescente, mentre in inverno continuano a essere molto richieste destinazioni dal clima mite come le Canarie e il Mar Rosso.
A sostenere questa nuova modalità di viaggio contribuisce anche il welfare aziendale. Sempre più lavoratori utilizzano i benefit concessi dalle aziende per finanziare brevi soggiorni durante tutto l’anno, favorendo partenze più frequenti e una distribuzione meno concentrata dei flussi turistici.
L’analisi di Salabam Solutions racconta così un turista diverso rispetto al passato: più attento al budget, più flessibile nelle scelte e meno legato al concetto della lunga vacanza estiva. Il viaggio resta una priorità, ma viene vissuto in modo differente, attraverso esperienze più brevi, frequenti e costruite su misura in base alle esigenze personali e familiari.