Welcome to Italy, le accuse reggono anche in Appello: arrivano le condanne per l’accoglienza dei migranti

Ribadito l’impianto del Tribunale di Cassino. Cinque le pene ridotte. Per Di Nallo e Valiante il processo si chiude

La Corte d’Appello ha confermato nella sostanza l’impianto della sentenza di primo grado sul procedimento “Welcome to Italy”, chiudendo il secondo grado con una decisione che ribadisce la tenuta complessiva della ricostruzione accusatoria sulla gestione dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti tra Lazio e regioni limitrofe. Il dispositivo è stato letto dal presidente del collegio, Rinaldi, che ha definito il giudizio d’appello intervenendo soltanto su alcune posizioni per effetto della prescrizione di singoli reati, con conseguenti lievi riduzioni di pena e due assoluzioni. L’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Cassino nella persona del sostituto procuratore Alfredo Mattei è stata portata avanti dagli investigatori della Guardia di Finanza di Cassino e del commissariato cittadino.

Nel complesso, la Corte ha confermato quasi integralmente le condanne inflitte dal Tribunale di Cassino nel giugno 2024, lasciando immutato il quadro delle responsabilità penali e incidendo in modo marginale solo su alcune pene.

Bruno Scittarelli, già condannato in primo grado a 4 anni e 10 mesi, ha visto la pena rideterminata in 4 anni e 6 mesi per effetto della prescrizione di due capi di imputazione. Paolo Aristipini, da 4 anni e 7 mesi, passa a 4 anni e 5 mesi. Katia Risi, che in primo grado aveva riportato una condanna a 2 anni e 3 mesi, è stata condannata in appello a 2 anni e 1 mese. Francesco Mosillo vede la pena scendere da 3 anni e 6 mesi a 3 anni e 5 mesi, mentre Lucio Secondino passa da 3 anni e 8 mesi a 3 anni e 4 mesi. Luca Imondi da 2 anni e 6 mesi a 2 anni e 2 mesi.

Per tutti gli altri imputati la Corte ha invece confermato integralmente le pene già inflitte dal Tribunale di Cassino: Michele Murante resta a 4 anni e 4 mesi, Massimiliano Murante a 4 anni, Alessandro Pieroncini a 4 anni, Giuseppe Di Pilla a 4 anni, Salvatore Maddonni a 4 anni, Dino Secondino a 2 anni e 8 mesi, Michele De Rosa a 2 anni, Giuseppe D’Errico a 1 anno e 4 mesi.

Nel dispositivo d’appello sono intervenute anche due assoluzioni che riguardano Simone Di Nallo e Martino Valiante, per i quali il procedimento si chiude senza conferma delle condanne di primo grado. Per Martino Valiante con la formula piena “per non aver commesso il fatto”. (Ci scusiamo per una precedente inesattezza riguardante proprio quest’ultimo, ndr).

Nel complesso, dunque, la Corte d’Appello non ha modificato l’architrave della decisione di primo grado, limitandosi a interventi chirurgici sulle singole posizioni e confermando l’impostazione complessiva secondo cui la gestione dei fondi per l’accoglienza avrebbe seguito, secondo l’accusa accolta in giudizio, un sistema caratterizzato da diffuse irregolarità nella rendicontazione e nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Le difese, che avevano puntato sulla riqualificazione dei fatti e sull’assenza di un disegno fraudolento strutturato, non hanno ottenuto un ribaltamento del verdetto, ma solo marginali attenuazioni legate alla prescrizione.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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