Zes Unica, il centrodestra si rifugia negli ininfluenti ordini del giorno per salvare almeno le apparenze

La zona economica speciale resta un sogno per Frosinone e Latina che si ritrovano circondate da aree agevolate mentre cercano altre soluzioni

“La sottosegretaria Lucia Albano esprime parere favorevole sull’ordine del giorno Trancassini 0/2668/1 e sull’ordine del giorno Ottaviani 0/2668/3, a condizione che siano riformulati nel senso di prevedere nei rispettivi impegni un richiamo alla
compatibilità con i vincoli di finanza pubblica”. Niente emendamenti accolti per l’inserimento delle province di Frosinone e Latina nella Zes unica, ma ok del governo a due innocui ordini del giorno che impegnano l’esecutivo, non si sa come e meno che mai quando, a prevedere futuri inserimenti nell’area agevolata per il Lazio intero – secondo quanto sollecitato dal coordinatore di Fratelli d’Italia – e per le province di Frosinone, Latina e Rieti – stando a quanto scritto dal deputato leghista ed ex sindaco di Frosinone. Ma a patto – sia chiaro – che non ci sia alcun vincolo a spendere ulteriori risorse per ipotetiche coperture necessarie a contemplare le agevolazioni aggiuntive per il Lazio meridionale. Respinto invece l’ordine del giorno della deputata pentastellata frusinate, Ilaria Fontana, che dalla maggioranza di centrodestra viene del tutto bannata.

Ilaria Fontana (5S) chiede l’inclusione della provincia di Frosinone

A ben guardare l’operazione ordini del giorno di Trancassini e Ottaviani è poco più che un tentativo di salvare la faccia di meloniani e leghisti sul territorio pontino e ciociaro rispetto ai propri elettori. Ma la sostanza manca. Tant’è vero che – a livello regionale – si torna a parlare di Zona Logistica Speciale (Zls). Insomma di pannicelli caldi per la crisi produttiva in atto, se e quando pure arriveranno. Il disegno di legge approvato in via definitiva, quindi, lascia porte chiuse a Frosinone e Latina e serve unicamente a sancire l’ingresso di Marche e Umbria nella Zona economica speciale. Dando seguito all’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni fatto ad Ancona lo scorso 4 agosto. Ma la “magia giorgettiana” è che il tutto è stato approvato a invarianza di effetti sui saldi di finanza pubblica. Vuol dire che le risorse restano quelle previste e non ci sono aggiunte per i nuovi territori inclusi. La storia della coperta corta che deve bastare a tutti. Ogni “spiffero” è semplicemente in conto.

La “competizione” in commissione fra Trancassini e Ottaviani

Ma vediamo la “competizione” tra FdI e Lega in Commissione. Conclusa coi due ordini del giorno approvati che si differenziano solo per la porzione di Lazio interessata all’inclusione. Il testo di Paolo Trancassini impegna il governo “a valutare l’opportunità di accompagnare le misure contenute nel provvedimento con ulteriori interventi volti a procedere a un ulteriore allargamento della Zes ai territori delle cinque provincia del Lazio o, comunque, ad adottare quanto prima misure di sostegno agli investimenti e di semplificazione per i territori delle province del Lazio al fine di evitare lo svantaggio competitivo derivante a questi territori dalla contiguità o vicinanza con quelli che beneficiano delle agevolazioni della Zes unica, in particolar modo alla luce dell’estensione dell’operatività della Zes unica disposta con il provvedimento in esame”.

Tra richiesta di inclusione dell’intero Lazio a quella della sola Ciociaria

Ottaviani invece impegna il governo ad assumere “ogni opportuna iniziativa di carattere normativo, al dine di estendere la Zes Unica del Mezzogiorno alla regione Lazio, limitatamente ai territori delle province di Frosinone, Latina e Rieti, nonché di garantire il sostegno economico e il riconoscimento di agevolazioni incentivanti alle imprese insediate o che intendano insediarsi nei medesimi territori”. Il documento che Ilaria Fontana s’è visto bocciare, invece, impegna il governo “ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative normative volte a estendere la ZES unica al territorio della provincia di Frosinone, implementando in maniera significativa le risorse dedicate alla misura”.

Risorse insufficienti anche per i territori agevolati dalla misura

In manovra economica il governo prevede l’estensione fino al 2028 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali effettuati, con un limite di spesa di 2,2 miliardi per l’anno in corso, 2,3 miliardi per il 2026 e di 1,0 e 0,8 miliardi all’anno rispettivamente nel 2027 e nel 2028. Una dotazione che si prevede largamente insufficiente rispetto alle domande delle imprese per investimenti effettuati entro il 15 novembre. Il credito d’imposta spettante alle aziende sarà determinato con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate previsto entro il 12 dicembre 2025. L’esclusione degli investimenti Zes dal divieto di compensazione e quindi l’aver accordato la facoltà di compensare i crediti e i debiti nei confronti dei diversi enti impositori rischia oltretutto, secondo alcuni osservatori, di indebolire anche gli effetti positivi sulla competitività dei territori inclusi nell’area agevolata. 

Gli emendamenti mancati e la “pesatura” di un territorio in crisi

Comunque sia, Frosinone e Latina restano scritte come territori rispetto ai quali Trancassini e Ottaviani impegnano genericamente il governo. Sarà poco e niente ma, probabilmente, solo questo si poteva fare in una coalizione dove Meloni decide tutto e Giorgetti tiene ben stretti i cordoni della borsa. Per le speranze del Lazio meridionale non ci sono tempi da rispettare e manco soldi da mettere sull’eventuale e ipotetica estensione di incentivi. La possibilità di ottenere una effettiva inclusione, era collegata con la fase emendativa, che si concluse come si ricorderà con provvedimenti ritirati dai deputati interessati, in ossequio alla disciplina di partito e di schieramento. Quella era la sede in cui dar prova di contare qualcosa. Ma, come è sempre più evidente, contiamo quel che contiamo. Nonostante il crollo dell’automotive, l’incertezza sul maxi investimento Novo Nordisk, le nebbie sulla stazione Tav. Basta accontentarsi per l’imminente avvio della messa in sicurezza della Monti Lepini e per l’ulteriore prossima rotatoria sulla Cassino-Mare. Evviva.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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