Estorsione e usura, Massimo Zaccardelli ai domiciliari: interrogatorio la prossima settimana

Obbligo di dimora per il figlio, anche lui commercialista. Nella mattinata di ieri l'operazione della Squadra Mobile al termine delle indagini

Isola del Liri – Dovrebbero tenersi già nella giornata di lunedì gli interrogatori, davanti al Gip Di Croce, per Massimo Zaccardelli, il commercialista arrestato dalla Squadra Mobile nella mattinata di ieri e per suo figlio, anche lui commercialista, raggiunto dalla misura dell’obbligo di dimora. Per il primo è prevista l’udienza di convalida, per il secondo l’interrogatorio di garanzia. I due provvedimenti restrittivi della libertà personale sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Cassino per i reati di estorsione e usura in concorso. I legali Coratti e Quadrini stanno studiando la tesi difensiva ed hanno acquisito le carte della copiosa ordinanza per esaminare prove e accuse.

Dalle denunce delle presunte vittime all’arresto

L’indagine, condotta dagli operatori della Squadra Mobile, guidati dal Dirigente Angelo Longo, unitamente a personale del Commissariato di P.S. di Sora, è nata a seguito di denunce sporte da imprenditori ciociari ritenute presunte vittime dei reati contestati a padre e figlio. Il primo a denunciare fu un imprenditore edile che avrebbe dovuto svolgere alcuni lavori nell’abitazione di Zaccardelli. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo aveva chiesto ai due committenti di anticipare parte della somma pattuita per i lavori. Dopo poco, i due commercialisti avrebbero – sempre secondo l’accusa – cominciato a pretendere dall’imprenditore edile la restituzione di una somma pari a sette volte circa quella anticipata. Alla mancata consegna della cifra richiesta, i due professionisti avrebbero ingaggiato un noto pregiudicato di zona che, con azioni intimidatorie, era riuscito ad ottenere dall’imprenditore edile la somma totale di 1.500 euro, in tre distinte consegne.

E qui scattò il primo arresto. Era il 28 novembre del 2024 quando la Polizia tese una “trappola” al pregiudicato che aveva fissato un appuntamento con la vittima per la consegna del denaro. Il 35enne, dopo aver intascato i soldi, venne infatti arrestato in flagranza di reato dagli agenti che si erano appostati nelle vicinanze. Da quell’arresto erano partite ulteriori indagini che, il 19 dicembre scorso, fecero scattare una perquisizione nello studio di Zaccardelli per acquisire documenti e prove.

Nel frattempo, le successive attività tecniche, disposte dal P.M. della Procura di Cassino, Dr. Alfredo Mattei, titolare delle indagini, hanno consentito di cristallizzare il quadro indiziario nei confronti dei due commercialisti permettendo anche di individuare ulteriori presunte vittime del reato di usura. Tra queste ci sarebbero anche l’amministratore e il socio di una ditta attiva nella manutenzione industriale che, spinti da difficoltà economiche, avevano chiesto ad uno dei due commercialisti, peraltro revisore contabile della loro ditta, la somma di euro 5.000 euro. A distanza di due mesi, il commercialista – sempre stando alle accuse – aveva preteso dai due soci l’immediata restituzione di una somma pari al doppio di quella originaria. I due, non riuscendo a coprire l’illecito debito, erano stati poi obbligati dal commercialista a pagare, per suo conto, della merce che lo stesso aveva acquistato presso una rivendita di materiali edili di zona.

Dopo mesi d’indagine, intercettazioni e prove acquisite, il Gip del Tribunale di Cassino ha firmato l’ordinanza a carico di Massimo Zaccardelli e di suo figlio. Come detto, domiciliari per il primo e obbligo di dimora per il secondo. Con molta probabilità decideranno di avvalersi della facoltà di non rispondere in attesa di poter esaminare il materiale probatorio a loro carico.

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