Frosinone – Maxi rissa sulla Monti Lepini, domiciliari per tutti i sette arrestati dopo la spedizione punitiva

Secondo gli inquirenti, l’incontro sarebbe nato come chiarimento ma si è trasformato in una violenta spedizione punitiva

Un presunto regolamento di conti legato a una denuncia per stalking sporta da una donna italiana dopo la relazione con un egiziano sarebbe all’origine della violenta rissa avvenuta sabato sera lungo la Monti Lepini. Gli investigatori ritengono che l’incontro tra i due gruppi – composti da cittadini italiani congiunti della donna e egiziani – fosse stato organizzato come confronto chiarificatore, ma in breve si sarebbe trasformato in una vera e propria spedizione punitiva.

La scena, ripresa dalle telecamere della zona, è ora al centro delle indagini che potrebbero fornire nuovi elementi utili a ricostruire quanto accaduto.

All’esito degli interrogatori di convalida, il giudice per le indagini preliminari Ida Logoluso ha disposto per tutti gli arrestati la misura dei domiciliari con braccialetto elettronico. Per gli stranieri, residenti a Frosinone, il trasferimento dal carcere sarà effettivo solo dopo l’installazione del dispositivo di controllo. È stato inoltre imposto il divieto di contatti e comunicazioni, anche attraverso i social network.

Tutti e sette gli indagati dovranno rispondere di rissa aggravata e lesioni personali: tre di loro – due italiani residenti a Ceccano e un egiziano – hanno riportato ferite giudicate guaribili in sette giorni. Contestati anche i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, poiché due agenti intervenuti per sedare la lite sono rimasti contusi.

La situazione è infatti degenerata al punto da richiedere l’intervento congiunto di polizia, carabinieri, stradale e guardia di finanza. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, la violenza non si è placata immediatamente.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati un coltello e una spranga, mentre non sono state trovate le armi da fuoco segnalate durante la prima chiamata ai soccorsi.

Le versioni fornite dai due gruppi restano contrastanti: gli italiani affermano di essere stati provocati e minacciati, mentre gli egiziani sostengono di essere stati aggrediti per primi. Intanto, uno dei cittadini stranieri – considerato dagli investigatori il possibile mandante della spedizione – si è presentato spontaneamente in Questura nella serata di martedì. È indagato a piede libero per rissa.

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