Riclassificazione dei Comuni montani, è scontro politico: l’intervento della Battisti

La consigliera regionale Pd del Lazio, Sara Battisti rincara la dose: “Decreto governo Meloni penalizza le aree interne”

Prosegue il dibattito politico sulla riclassificazione dei Comuni montani. Dopo la presa di posizione di Enrico Pittiglio, vicepresidente della Provincia di Frosinone e sindaco di San Donato Val di Comino, che ha parlato di “un errore che rischia di danneggiare molte comunità, soprattutto nelle aree interne dell’Italia centrale” – LEGGI QUI – e la replica di Daniele Maura che ha rispedito le accuse al mittente come “prive di fondamento” – LEGGI QUI, sulla questione interviene anche Sara Battisti.

Battisti: “Decreto governo Meloni penalizza le aree interne”

“La proposta di revisione dei criteri di classificazione dei Comuni montani prevista dalla cosiddetta legge “Calderoli” rappresenta un grave passo indietro per le politiche a sostegno delle aree interne e montane del Paese. Un provvedimento che colpisce duramente anche il Lazio e, ancor di più, territori come quelli della provincia di Frosinone. Siamo di fronte a un impianto normativo profondamente sbagliato che, anziché rafforzare la coesione territoriale, finisce per penalizzare le comunità montane e interne, cancellando con un tratto di penna anni di lavoro, progettazione e investimenti”. – Dichiara in una nota la consigliera regionale Pd del Lazio, Sara Battisti.

“Nel Lazio – prosegue – i Comuni montani non sono una definizione astratta: sono territori che ogni giorno combattono contro lo spopolamento, la carenza di servizi, le difficoltà infrastrutturali e sociali. Così si indeboliscono ulteriormente aree che invece necessitano di politiche mirate e strutturali. Parliamo di territori che rappresentano un presidio ambientale, sociale ed economico indispensabile per l’intera Regione. È incomprensibile che, proprio mentre si parla di rilancio delle aree interne, il governo Meloni proponga un provvedimento che va nella direzione opposta”.

La consigliera sottolinea inoltre la mancanza di un confronto adeguato con le Regioni e gli enti locali: “Un atto di questa portata – conclude – non può essere calato dall’alto, senza un vero coinvolgimento dei territori. Il Lazio, come tutte le Regioni appenniniche, deve poter dire la sua e avanzare proposte alternative che tengano conto delle specificità locali. Auspico che l’amministrazione Rocca intervenga in difesa dei nostri territori”.

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