Quanto più a fondo si spinge chi decide di fare una campagna elettorale per le provinciali, tanto più inizia a conoscere il mondo degli amministratori comunali, anche dei centri meno esposti alla ribalta delle cronache politiche. Le sorprese non sono tutte positive e incoraggianti, perché si scoprirebbe che anche nel voto di secondo livello qualcuno tenta solo di portare qualcosa a casa.
Ogni due anni, certo, meglio che ogni cinque. C’è sicuramente uno spazio per i consensi liberi in cui l’opinione su chi si vota conta. C’è poi l’area che i partiti presidiano e che utilizzano per veicolare consensi. Clamoroso il caso di Pasquale Cirillo, che era stato praticamente escluso dagli azzurri, se non fosse venuto in suo soccorso un esponente esterno a FI che, sostenendo il frusinate, ha messo a segno anche un personale “obiettivo ad exscludendum”. Il fallito blitz del presidente del consiglio comunale del capoluogo per prendere il comando degli azzurri locali – contandosi sul sorano Valter Tersigni – è un altro tassello delle grandi manovre che si sono messe in atto.
Dal “miracolo” Cirillo fino all’abbandono di Antonella Di Pucchio
Ma delle tattiche decisioniste dei capi partito ha fatto le spese anche l’isolana Antonella Di Pucchio, unica donna che – se eletta – avrebbe potuto salvare le apparenze in questa tornata anti-8 marzo. E’ stata, invece, emarginata e sacrificata per la causa della corsa a racimolare ogni consenso possibile per Luigi Vittori nel tentativo – andato a vuoto – di spingere almeno in seconda posizione l’auto-proclamato consigliere provinciale sindaco di Cassino. A proposito di casi simili, esiste anche una zona blindata militarmente dai primi cittadini che fanno passare le loro scelte come fossero frutto di ‘logiche di maggioranza’. C’è infine uno spazio elettorale in cui si è rimasti agli anni ’50, quando a Napoli Achille Lauro regalava una scarpa sinistra prima del voto. Qui ovviamente non parliamo di mocassini ma di trattative e accordi a quattr’occhi tra candidati e singoli consiglieri comunali. Un’area grigia e inesplorata di cui tuttavia si è chiacchierato molto. A denti stretti.
Marco Ferrara: bene i 1697 voti senza partiti ed a costo zero
Il presidente Luca Di Stefano ha provato a nobilitare il tutto con un commento tirato a lucido: «La Provincia – ha scandito – svolge un ruolo strategico di coordinamento e di supporto ai Comuni, con competenze importanti in ambiti come la viabilità, l’edilizia scolastica, l’ambiente e la pianificazione territoriale. Sono certo che il lavoro del nuovo Consiglio sarà improntato al dialogo, alla collaborazione e al rispetto dei ruoli istituzionali, nella consapevolezza delle responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumersi». Nel capoluogo, al di là del neo eletto Cirillo, non ha sfigurato il consigliere Marco Ferrara, della civica di centrodestra Identità Frusinate, giunto terzo nella Lista Civica “Progetto Futuro”, con 1.697 voti ponderati. “La mia candidatura è stata esclusivamente civica, nessun partito l’ha sostenuta – ha ricordato Ferrara -, è stata organizzata in 20 giorni dalle elezioni ed è stata a costo zero”. Annotazione quest’ultima evidentemente non trascurabile.
La stilettata al presidente Ales che ha inciso per 2 voti ponderati
“Considerando questi aspetti – ha aggiunto -, ritengo che ottenere 5 voti ponderati, del valore di 319 voti cadauno al Comune di Frosinone, sia stata un’impresa politica storica, che era difficile da realizzare e che mi rende orgoglioso di avere partecipato. Le elezioni provinciali sono per i consiglieri comunali e per i sindaci una caccia al voto ponderato, molto stressante ed estremamente competitiva. Registro il risultato inatteso di soli 2 voti ponderati che sono stati ottenuti a Frosinone dal candidato di riferimento di un noto personaggio politico, che ricopre un ruolo apicale in una importante società per azioni di carattere nazionale. In alcuni casi, evidentemente il potere conta molto meno dell’impegno sincero e disinteressato di chi, come me, ha umilmente partecipato a una competizione politica di secondo livello, tra addetti ai lavori, con l’unico obiettivo di partecipare e di affermare la propria presenza tangibile con voti sinceri, di stima, scritti esprimendo una preferenza alla persona, con il cuore”. Per la serie: un sassolino tirato via dalle scarpe è del tutto innocuo per il presidente Ales, Fabio Tagliaferri (che ha sostenuto il fiuggino Simone Paris).
Quadrini: mi davano per spacciato ed hanno tentato di demolirmi
L’arpinate Gianluca Quadrini ha smentito – almeno per il momento visto che coi processi in corso e con le cose umane in genere “del doman non v’è certezza” – il detto che “non si va in paradiso a dispetto dei santi”: “Sono soddisfattissimo di quel che è successo – dice a Frosinone News -: tutti mi davano per spacciato ma ci sono amministratori che credono in me e che non abbandonerò mai. Hanno provato a demolire la mia persona ma non ci sono riusciti. Quel che ho costruito negli anni e quel che ho seminato mi ha conferito autorevolezza. Una forza che ha vanificato i tentativi di demolirmi in campagna elettorale dicendo di tutto contro di me”.
Vacana: 30 amministratori in più ci hanno votato, grazie Psi e Pci
Alto vincitore, di area di centrosinistra, è Luigi Vacana: “Rispetto all’altra volta – sottolinea – 30 amministratori in più hanno votato per Provincia in Comune. Nonostante una situazione difficile perché abbiamo visto scendere in campo assessori regionali e personaggi di peso. Grazie all’appoggio del Psi di Gian Franco Schietroma, del Pci di Oreste Della Posta e di tanti indipendenti è arrivato un risultato che vale l’8,5%. Una dimostrazione che il territorio se lo si frequenta, se si realizzano iniziative importanti, alla fine non ti tradisce. E’ per questo che andiamo ormai avanti da 10 anni”.
Fiuggi festeggia Paris. Baccarini: consiglio provinciale inclinato a destra
L’elezione del meloniano Simone Paris (sostenuto da Alessia Savo e Fabio Tagliaferri) viene sottolineata a Fiuggi dal sindaco Alioska Baccarini: “L’asse politico del Consiglio provinciale si è inclinato verso il Centrodestra e da sindaco della Città di Fiuggi non posso che augurare buon lavoro a Simone e a tutti gli eletti di ogni lista in campo. Un grande in bocca al lupo al collega e sindaco di Cassino che è riuscito a raggiungere un grande risultato nella sua corsa nelle fila del PD. Con il rinnovo del Consiglio Provinciale di Frosinone, la Città di Fiuggi torna al centro, in un ruolo di primo piano, nella politica amministrativa e di rappresentanza provinciale. L’impegno sarà continuo e costante da parte mia e della maggioranza consiliare. Sempre meglio nel solo interesse della nostra Città”.