Rocca d’Arce – Un paese che rischia di scomparire sotto frane e isolamento. Non è un’ipotesi lontana, ma uno scenario sempre più concreto. Rocca d’Arce vive giorni drammatici, con il centro storico sotto assedio: smottamenti, cedimenti e crolli stanno divorando le vie di accesso mentre il maltempo continua a colpire senza tregua.
Il sindaco Rocco Pantanella rompe gli indugi e lancia un appello che suona come un ultimatum. La lettera inviata a Prefettura, Regione e Governo è chiara, diretta, senza margini di interpretazione. La situazione viene definita “emergenziale”. E ogni giorno perso potrebbe fare la differenza.
Strade che cedono, paese che si chiude
Le immagini restituiscono il quadro di un territorio fragile che sta crollando pezzo dopo pezzo. La viabilità è ormai compromessa: la strada provinciale e arterie cruciali come Via Re Manfredi e Via Montenero mostrano cedimenti evidenti, con tratti già chiusi per motivi di sicurezza.
Non si tratta più soltanto di disagi o rallentamenti. È una questione di accessibilità, di collegamenti vitali, di sopravvivenza quotidiana. Il rischio concreto è che il paese resti tagliato fuori dal mondo, isolato dal resto del territorio.
A pagare il prezzo più alto sono i cittadini, in particolare gli anziani che rappresentano una parte significativa della popolazione. Raggiungere un ambulatorio, un ufficio pubblico, un negozio o un luogo di culto sta diventando un’impresa.
Il centro storico rischia di trasformarsi in una zona sempre più isolata, con conseguenze pesanti sul piano sanitario, sociale ed economico. La paura non riguarda solo la viabilità, ma la tenuta stessa della comunità.
“Rischio isolamento concreto”
Parole pesanti, quelle utilizzate dal primo cittadino. Non un’allerta generica, ma una constatazione netta: senza interventi strutturali immediati, Rocca d’Arce può restare isolata.
Il terreno continua a muoversi, le condizioni meteo restano instabili e ogni nuova pioggia potrebbe aggravare ulteriormente una situazione già al limite. L’orizzonte delle prossime settimane preoccupa amministrazione e residenti.
Dal Comune arriva una richiesta precisa e articolata: sopralluoghi tecnici urgenti, attivazione della Protezione Civile, riconoscimento dello stato di emergenza e stanziamento di fondi straordinari.
Non è più tempo di valutazioni lente o passaggi burocratici. Serve una risposta immediata e concreta. La lettera del sindaco rappresenta anche un atto politico forte, un modo per mettere le istituzioni di fronte alle proprie responsabilità.
Il messaggio è inequivocabile: Rocca d’Arce non può farcela da sola. Ora la palla passa agli enti sovracomunali. Ma il tempo stringe. E mentre si attendono risposte, una comunità intera guarda alle proprie strade che cedono con una sola domanda: quanto manca prima di restare completamente isolati?