La Regione Campania corre ai ripari di fronte all’aumento dei casi di epatite A e rafforza le strategie di prevenzione su tutto il territorio. Da Palazzo Santa Lucia arriva la decisione di ampliare la platea dei destinatari della vaccinazione gratuita, accompagnando la misura con controlli più rigorosi e un monitoraggio costante della situazione epidemiologica.
Il piano si articola su più fronti: potenziamento della sorveglianza sanitaria, interventi rapidi sui casi accertati e sui loro contatti, verifiche lungo la filiera alimentare e analisi di laboratorio mirate. Viene inoltre estesa l’offerta del vaccino anti-HAV, con particolare attenzione a operatori sanitari e sociosanitari, addetti del comparto alimentare, soggetti fragili e bambini in presenza di specifici fattori di rischio.
Resta garantita la vaccinazione gratuita anche per chi è entrato in contatto con persone contagiate, misura ritenuta fondamentale per contenere la diffusione del virus.
Sintomi e contagio
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato provocata dal virus HAV e si trasmette per via oro-fecale, attraverso acqua o alimenti contaminati oppure per contatto diretto con persone infette. Il periodo di incubazione varia generalmente tra 15 e 50 giorni e il contagio può avvenire anche prima della comparsa dei sintomi.
Tra i segnali più comuni figurano febbre, nausea, malessere generale, dolori addominali, urine scure e ittero. Nei bambini l’infezione può manifestarsi anche in forma asintomatica.
Particolare attenzione va riservata agli alimenti crudi o poco cotti, in particolare ai molluschi bivalvi come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare il virus in acque contaminate. Il consumo a crudo o con cottura insufficiente rappresenta un rischio concreto. Le indicazioni sono di cuocerli in modo completo e uniforme, evitare prodotti appena aperti o tiepidi e acquistare solo da rivenditori autorizzati verificando sempre provenienza ed etichettatura.
Indicazioni specifiche anche per i frutti di bosco: quelli freschi devono essere lavati accuratamente, mentre quelli surgelati vanno consumati solo dopo cottura, portandoli a ebollizione per almeno due minuti.
Tra le principali misure di prevenzione figurano il lavaggio frequente delle mani, la separazione tra alimenti crudi e cotti, la sanificazione di superfici e utensili, l’utilizzo di acqua sicura e l’astensione dalla preparazione di cibo in presenza di sintomi gastrointestinali.
In caso di segnali sospetti, come nausea persistente, stanchezza intensa o ittero, è raccomandato rivolgersi al medico. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma nei soggetti fragili il decorso può risultare più complesso. La Regione assicura che continuerà a monitorare l’andamento dei contagi per garantire una risposta tempestiva ed efficace.